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Progetti

"Operatori di Pace - Campania" ONLUS e' l'Associazione senza scopo di lucro dei peacekeeper civili della Campania, fondata sui valori della pace, nonviolenza e diritti umani, al fine di sviluppare consapevolezza sulla cooperazione internazionale ed azione per la trasformazione positiva dei conflitti



“(I)stanze della RicercAzione”

(I)stanze e Contesti di Progetto per la RicercAzione

S.A.R.A. (Social and Anthropological Roma-focused Action-research), dalla Camargue, 2008 a Napoli, 2011
"Carovana di Pace nei Balcani", Serbia/Bosnia/Croazia 2009
"I Re dei Rom", Serbia/Romania/Moldova 2010
"Solidarietà ed Interscambio" dal Mediterraneo al Venezuela 2010/2011
Piattaforma di Interscambio e di Solidarietà Mediterraneo Venezuela
"Bosnia ed Erzegovina: i Volti, le Storie" 2011
Mauritania: Monitoraggio dei Diritti Umani e Lotta contro la Schiavitù
Operatori di Pace - Campania e IRA Mauritania - Ufficio Italia: Report di Missione
Corpi Civili di Pace in Kosovo (2011-2013)
CCP in Kosovo: P.U.L.S.A.R. (Project on Understanding and Linkages to Serbs and Albanians Reconcile)
Progetto P.U.L.S.A.R. Kosovo: Finalista "Premio della Nonviolenza" 2015
Corpi Civili di Pace in Kosovo (Memorie e Culture per la Pace)
CCP in Kosovo: PRO.ME.TE.O (PROductive MEmories to Trigger and Enhance Opportunities)

 

Profilo

Il contenuto saliente dell'itinerario di ricerca-azione per la prevenzione della violenza e la trasfomazione del conflitto, con specifico riferimento ai Balcani Occidentali, alla Bosnia ed Erzegovina, alle aree di Belgrado (Serbia), Sibiu e Timisoara (Romania), Chisinau e Soroca (Moldova), nei luoghi del post-conflitto bosniaco tra Mostar, Prijedor e Sarajevo, in Kosovo, consiste nella esplicitazione della connotazione simbolica e culturale dell’universo sociale e comunitario dei contesti europei del post-conflitto. La ricerca-azione resta intesa come metodologia di intervento decisiva ai fini della comprensione del contesto, della registrazione delle evoluzioni dei teatri locali e della verifica preliminare ad una strategia di “intervento civile di pace” basata sul cosiddetto “Peace and Conflict Impact Assessment” (PCIA), con l’obiettivo di calibrare le misure di “trasformazione positiva” più adeguate alle caratteristiche del contesto in questione. La ricerca-azione è condotta mediante l’adozione dei contenuti della “osservazione partecipante”, basata sull’intervento diretto “nel” e “sul” conflitto, sia attraverso la partecipazione ad una esperienza di costruzione di relazione e di conoscenza sia attraverso una valutazione ex-post dei materiali di ricerca.

 

Criterio

In tal senso, essa punta all’accumulazione di conoscenze e di legami necessari ai fini della sperimentazione in loco di ulteriori strategie di intervento e di mediazione, basate sulle tecnologie del “culture-oriented peace building”, finalizzate alla maturazione di competenze e capacità degli attori di società civile locale ed orientate al consolidamento di itinerari di interpretazione e trasformazione positiva del contesto post-conflitto. La ricerca-azione si avvale della raccolta di materiale documentario e audio-visuale che sarà successivamente elaborato e riprodotto come oggetto di sedimentazione e di trasferimento dei risultati; sperimenta una verifica di fonti/risorse giornalistiche e documentarie ai fini della valutazione preliminare di impatto (fact-finding) e sviluppa una serie di incontri con attori di società civile locale, per approfondire legami transfrontalieri di società civile. Di conseguenza, essa punta a costituire un moltiplicatore di esperienze e di conoscenze (empowerment) degli attori di società civile, approfondendo la costruzione di rete (networking) e sperimentando l’azione d’intervento propria dei Corpi Civili di Pace.

 

Obiettivi

Nel quadro dell’impostazione strategica della ricerca-azione, obiettivo generale è la messa in condivisione del patrimonio specifico di una formazione culturale e di contesti sociali che è doveroso “conoscere per comprendere”; obiettivo specifico è lo sviluppo di ponti di fruizione socio-culturale mediante attività di ricerca nei luoghi di espressione e manifestazione della soggettività culturale delle società post-conflitto (Serbia, Bosnia, Croazia), a venti anni (nel 2011) dalla disgregazione della ex Jugoslavia e venticinque anni (nel 2017) dall'inizio della Guerra di Bosnia. Lungi dal riferirsi esclusivamente ad un ambito di tipo accademico, infatti, la ricerca-azione mette a disposizione competenze in ambito sociale in un percorso più attivo di promozione socio-culturale orientata alla costruzione della pace. Finalità generale è quella della costruzione di metodologie, risultanze e vettori per il culture-oriented peace-building nonché ai fini della lotta contro il pregiudizio attraverso la conoscenza.

Destinazioni ed Obiettivi:

Corpi Civili di Pace