A.C.H.I.E.V.E.

Alternative Conflict Handling to Inhibit Emergencies and Volunteering Empower (2009-2010)

Alternative Conflict Handling to Inhibit Emergencies and Violence Eradicate (2010-2011)

Alternative Conflict Handling to Inclusion Enhance and Volunteering Empower (2011-2012)

1) Titolo del progetto A.C.H.I.E.V.E.

Alternative Conflict Handling to Inhibit Emergencies & Violence Eradicate

2) Breve descrizione dell’idea progettuale A.C.H.I.E.V.E. è una iniziativa di formazione e campagna (I edizione: 2009-2010; II edizione: 2010-2011; III edizione: 2011-2012) finalizzata a contribuire alla crescita personale e professionale degli operatori pubblici, sociali e del Terzo Settore fornendo loro strumenti utili all’azione di pace e all’acquisizione della teoria e della prassi della nonviolenza, considerata non solo motivo ispiratore ma anche percorso operativo di fondamentale rilevanza nel “lavoro di pace”. In particolare, la proposta consiste nel mettere a disposizione un bagaglio cognitivo ed emotivo centrato sui temi fondamentali di pace, diritti e nonviolenza, sviluppando le competenze pregresse e maturando nuove acquisizioni, con un orientamento specifico alla mediazione nelle emergenze, alla trasformazione dei conflitti di prossimità, in particolare in ambito metropolitano, ed all’intervento nella gestione delle crisi intra- e inter- comunitarie. Tale percorso viene sviluppato intorno a tre nuclei teorico-pratici portanti: 1) pace e nonviolenza per la gestione costruttiva dei conflitti; 2) libertà e diritti per la risoluzione alternativa delle controversie; 3) solidarietà e culture per il lavoro di costruzione della fiducia; a loro volta centrati intorno tre vettori di approfondimento: a) ambiti di riferimento (pace, libertà e solidarietà); b) strumenti teorici e pratici per la ricerca-azione (nonviolenza, diritti, intercultura); c) terreni di sperimentazione (Conflict Management; Alternative Dispute Resolution; Confidence Building). Si avvarrà di una metodologia formativa aperta, partecipata ed innovativa (basata sull’adozione dell’Open Space e del percorso di apprendimento della Scala S), utilizzerà strumenti di formazione adeguati alle esigenze dei destinatari (discussioni, simulazioni, esercitazioni per i beneficiari residenti e FAD - skype conference per i beneficiari espatriati). Tale modalità di intervento e la strumentazione adottata mirano a: rafforzare il contenuto partecipativo, ridurre potenziali gap di accesso al percorso formativo ed istituire una connessione tra “globale” e “locale”, tra istanze della trasformazione dei conflitti in ambito internazionale e modalità dell’intervento fattivo di gestione delle controversie su scala locale.

3) Contesto di riferimento ed analisi dei fabbisogni formativi A.C.H.I.E.V.E. intende offrire una risposta al bisogno formativo per la formazione del personale impegnato in mansioni residenziali e la fruizione di strumenti di intervento per il personale in missioni all’estero, nell’ambito più generale del “conflict management”. Nel contesto metropolitano della Provincia di Napoli, infatti, è particolarmente avvertita l’esigenza di personale volontario adeguatamente formato alla mediazione nelle emergenze sociali ed alla trasformazione delle controversie territoriali, soprattutto alla luce dei più recenti fatti di cronaca (emergenza “pogrom” ai danni dei Rom, recrudescenza razzista, ad esempio a Pianura, sotto-culture della separazione su base etnica). Per tale via, la proposta formativa intende anche fornire un valido contributo alla crescita personale e professionale della risorsa umana disponibile al mondo del volontariato e fornire un sussidio complementare alla formazione generale e specifica sviluppata presso altri contesti, ad esempio quelli del Servizio Civile presso le ODV. Inoltre, tale proposta si propone anche l’obiettivo di fare fronte alle difficoltà, che sovente, per motivi logistici o finanziari, le ODV devono affrontare nel momento in cui approntano percorsi di formazione autonomi, offrendo un’ipotesi di formazione “strumentale”, funzionale cioè alle esigenze della platea dei destinatari, calibrata sui contesti operativi nei quali essi sono chiamati ad operare e rispettosa delle esigenze delle ODV di appartenenza. In questo senso, la connessione tra “globale” e ”locale” e la messa a disposizione dell’esperienza di “conflict transformation” nei percorsi di intervento in conflitti e controversie “alle porte di casa” costituisce ulteriore ipotesi di adeguatezza ed efficacia.

4) Referente progettuale Gianmarco Pisa +39 349 2914251 gianmarco.pisa@gmail.com

5) Enti partner "Operatori di Pace - Campania" ONLUS "Assopace Napoli - Associazione per la Pace" ODV "Sott’ e ‘n coppa" ODV Centro Subacqueo di Protezione Civile "Sant'Erasmo" Associazione "Maddalena" ODV Associazione Febe ODV ONLUS

6) Ruolo assunto nel progetto da ogni ente partner

Interazione Il partenariato costituito con “Assopace Napoli” e le ulteriori realtà si basa su una comune condivisione di valori strategici e di proposte operative, su alcune esperienze pregresse condivise tra “Assopace” ed “Operatori di Pace – Campania”, tra cui quella del percorso di formazione professionale per “operatori/operatrici di pace” cui diversi aderenti dell’una e dell’altra associazione hanno preso parte, nonché su altre esperienze progettuali sviluppate congiuntamente tra i rispettivi membri, a partire dal Programma dell’Associazione per la Pace “Dialoghi di Pace” in Kosovo e in Cipro (nel quadro del Servizio Civile Nazionale) e dal Progetto del “Presidio di Pace” di Assopace in Palestina, nonché su eventi ed iniziative tematiche, ad esempio sul Kosovo, sulla Palestina, sugli Interventi Civili di Pace in ambito internazionale e locale, sulle “cluster bomb” e sul micro-credito. In quest’ultimo ambito si è registrata una proficua collaborazione anche tra “Assopace” e gli ulteriori partner, in particolare con iniziative sulle tematiche della legalità, del mercato solidale e della finanza etica. Nell’ambito della proposta progettuale qui formulata, forti delle esperienze maturate sia nell’ambito della gestione di progetto (“project management”) sia in quello dell’educazione alla pace (“peace education”), le tre Associazioni intendono articolare il proprio impegno in maniera funzionale al percorso proposto, attribuendo all’Assopace Napoli, nella sua qualità di capofila del partenariato, la gestione, il coordinamento e l’amministrazione del progetto, partecipando inoltre, di concerto con i soggetti terzi preposti, al monitoraggio ed alla valutazione delle attività previste; alla Associazione “Operatori di Pace – Campania” ONLUS nella sua qualità di partner operativo, l’implementazione dei moduli formativi e lo sviluppo dell’impostazione metodologica approntata; ed alle Associazione "Sott’ ‘n coppa", "Sant'Erasmo" e "Maddalena" la pre-disposizione condivisa delle ipotesi di sedimentazione dei risultati conseguiti nonché dei prodotti di visibilità e degli spazi di implementazione.

Coinvolgimento I/Le volontari/e attivi nell’implementazione della proposta saranno impegnati in coppia per ogni modulo formativo proposto, per un totale di 6 volontari/e direttamente impegnati nell’implementazione dei moduli formativi, con mansioni rispettivamente di animatore (per quello che concerne la predisposizione degli spazi di agibilità e partecipazione, lo sviluppo dei giochi di ruolo e delle simulazioni e l’animazione complessiva dei momenti di confronto e di discussione previsti) e di formatore (per quello che concerne la illustrazione della metodologia e della strumentazione proposta, l’indicazione dei temi di riflessione e confronto e l’approfondimento tematico delle questioni trattate). E’ prevista l’applicazione di una coppia animatore/formatore per ogni modulo, al fine di moltiplicare lo scambio e il feed-back tra facilitatori e destinatari, pur nella continuità metodologica e operativa indicata nel progetto; le coppie di facilitatori e tutto il personale impegnato sarà tale da rispettare il criterio di parità di genere. E’ previsto inoltre l’impegno di un coordinatore di progetto, di un referente amministrativo e di un referente di segreteria, gli ultimi due selezionati tra le professionalità interne dell’associazione proponente ed impegnati come volontari. Si sottolinea, in particolare, l’importanza di queste figure, per il coordinamento amministrativo del progetto. I volontari saranno inoltre affiancati da un docente/formatore esperto non proveniente dalle fila dell’associazione proponente o dalle organizzazioni coinvolte per ogni modulo formativo.

7) Articolazione dei ruoli:

1) “Assopace Napoli”: gestione, coordinamento ed amministrazione del progetto, [con partecipazione, di concerto coi soggetti terzi preposti, al monitoraggio e valutazione];

2) Associazione “Operatori di Pace – Campania” ONLUS: implementazione dei moduli formativi e sviluppo dell’impostazione metodologica;

3) Associazione “Sott’ ‘n coppa” e ulteriori: predisposizione condivisa delle ipotesi di sedimentazione dei risultati, diffusione e visibilità.

8) Apporto/valorizzazione dell’impegno volontario risorse umane L’apporto dell’impegno volontario nel quadro di implementazione di A.C.H.I.E.V.E. costituisce elemento di fondamentale e vitale rilevanza per la proposta formativa qui sviluppata. Infatti, il progetto intende non solo valorizzare il contributo volontario del personale del soggetto capofila (“Assopace Napoli”) nei compiti di coordinamento generale, amministrativo e finanziario dell’esercizio progettuale, ma anche concorrere allo sviluppo di una proficua sinergia tra questo ed il personale volontario dell’Associazioni partner nonché quello della ONLUS “Operatori di Pace – Campania”, per quanto attinente all’implementazione formativa e allo sviluppo della proposta metodologica. Inoltre, l’impegno volontario interviene a coprire, in questa definizione, tutte le istanze di implementazione: dall’amministrazione, alle attività didattiche, al potenziamento metodologico, come testimoniato anche dall’affiancamento della coppia animatore/ formatore al personale docente (tutto di seconda fascia) esterno al partenariato. Si ritiene, infatti, che questa modalità di articolazione possa utilmente contribuire all’acquisizione di quelle capacità e conoscenze necessarie ai fini dell’impegno professionale del personale volontario, stabilendo così una interessante connessione non solo tra “globale” e “locale” (per quanto attinente all’oggetto della proposta formativa qui sviluppata) ma anche tra “professionismo” e “volontariato” (nel senso, appunto, di una maturazione di competenze tali da rendere sempre pertinente, adeguato ed efficace l’impegno del personale volontario nel campo della mediazione dei conflitti “di prossimità” e del contrasto alla diffusione della violenza, della separazione e delle condizioni di disagio estremo). In questo, si intende, infine, recepire anche una indicazione estremamente rilevante proveniente dal dibattito nazionale sul tema della trasformazione dei conflitti e, più propriamente, dell’intervento civile di pace (ICP): quella di moltiplicare le competenze nel personale di Terzo Settore e di promuovere forme di impegno territoriale nell’ambito del “conflict management”, secondo quanto, tra l’altro, fatto oggetto di elaborazione nell’ambito delle recenti conferenze di Bolzano (novembre 2007) sui Corpi Civili di Pace, Cagliari (settembre 2008) sulla figura e il profilo professionale dell’operatore di pace, e di Roma (ottobre 2008) in ordine alle modalità di sviluppo di itinerari formativi connessi con il programma MAE per Interventi Civili di Pace. E’ importante, sotto questo versante, sottolineare l’esperienza e l’affidabilità maturate dalle associazioni del partenariato, tutte, a diverso titolo, impegnate da anni nel lavoro di mediazione, trasformazione dei conflitti e costruzione di alternative sostenibili.

9) Obiettivi del progetto

Obiettivo Generale Obiettivo generale di A.C.H.I.E.V.E. consiste nel promuovere la crescita personale e professionale del personale del Terzo Settore fornendo strumenti utili all’azione di pace ed all’acquisizione della teoria/prassi della nonviolenza, considerati non solo motivi ispiratori ma anche percorsi operativi per il “lavoro di pace”, con l’ambizione di offrire un contributo alla maturazione della società civile, attraverso la sedimentazione del lavoro svolto, il trasferimento dei risultati conseguiti e il lavoro di moltiplicatori, sul territorio metropolitano di Napoli nelle sue tante contraddizioni, dei beneficiari del percorso stesso.

Obiettivi specifici [corrispondenti alle fasi operative]: 1. Start-Up: Presupposti della Fiducia, Esplorazione Bisogni/Aspettative, Condivisione Metodologia 2. Pace e Non-violenza: Gestione Costruttiva dei Conflitti: Analisi del conflitto in quanto ineludibile/controvertibile; Conoscenza nesso conflitto/guerra; Strategie di trasformazione positiva 3. Libertà e Diritti: Risoluzione Alternativa delle Controversie: Diversificazione del bagaglio comunicativo; Conoscenza del problem solving; Ipotesi di ADR (Alternative Dispute Resolution) e modalità di azione nei “conflitti di prossimità” 4. Solidarietà e Culture: Costruzione della Fiducia: Elaborazione della tematica interculturale; Apprendimento di strategie di mutuo beneficio (win-win); 3. Acquisizione del Confidence Building 5: Evaluation:. Soddisfacimento delle aspettative e Definizione ipotesi di sedimentazione

10) Programma dettagliato del percorso formativo (metodologie didattiche e descrizione dei moduli formativi)

Metodologie Didattiche Il carattere di innovazione posseduto dal Progetto A.C.H.I.E.V.E. è strettamente correlato al proprio profilo sperimentale. In virtù delle innovazioni suggerite, la proposta formativa si propone di completare ed innovare l’offerta esistente, muovendo una proposta specifica agli operatori di Terzo Settore coinvolti, e, di conseguenza, di introdurre ipotesi sperimentali in grado di contribuire alla costruzione di “buone pratiche” adeguate ai bisogni sociali e professionali espressi dai beneficiari. Tali ipotesi rappresentano altrettanti profili di trasferibilità, in quanto sono studiate per garantire la sedimentazione del percorso formativo, per rendere i beneficiari moltiplicatori all’esterno della proposta sperimentata e, in definitiva, per garantire la trasferibilità dell’ipotesi formativa ad altri contesti ed esperienze, sempre nell’ottica di favorire la crescita degli operatori del volontariato e l’impatto positivo di tali pratiche sulla società civile.

Queste ipotesi formative sono le seguenti:

1) Adozione di una metodologia partecipativa, quale la Open Space. L’Open Space rende i partecipanti liberi di proporre, discutere ed approfondire gli argomenti dando al facilitatore un ruolo non invasivo di organizzazione dei contenuti. Il metodo di lavoro è libero, si basa sulle metodologie del “peer to peer” e si articola in 4 “principi”: a) Chiunque venga, è la persona giusta: i fruitori presenti sono quelli effettivamente interessati e “presenti”, quindi conviene sempre concentrarsi su di loro, sulle loro istanze e bisogni, e metterli in condizione di offrire il meglio di sé; b) Qualsiasi cosa accada è l’unica che poteva accadere: in una situazione data, con determinate persone, il risultato che si ottiene è l’unico risultato possibile ed è quello da valorizzare; c) In qualsiasi momento cominci, è il momento giusto: dovranno esserci un inizio ed una fine (ad es. tre ore per ciascuna giornata di applicazione) ma tempi e processi di apprendimento creativo potranno essere flessibili; d) Quando è finita è finita: adeguare il tempo al bisogno è fondamentale per garantire efficacia in termini di attenzione. Alla fine di ogni sessione, ai beneficiari sarà chiesto di stendere un report parziale e in ultimo si procederà alla stesura di un instant report finale, che avrà valore anche come oggetto di verifica e sedimentazione.

2) Adozione di un percorso di fruizione graduale, quale la cosiddetta “Scala S”. Ciascuna sessione prevedrà un approfondimento graduale che guidi i beneficiari a un livello di fiducia, apertura e analisi sempre maggiore, attraverso i vari step della cosiddetta “Scala S”, ipotesi di apprendimento articolata nei seguenti momenti: silenzio, osservazione, espressione, discussione, comprensione, empatia, azione. Silenzio: la partenza, il momento dell’incontro in cui ci domandiamo cosa impareremo. Osservazione: il facilitatore propone indicazioni per l’analisi di un tema; i partecipanti osservano quanto proposto e valutano le modalità della loro attivazione. Espressione: raccolti gli stimoli del facilitatore, i partecipanti esprimono loro opinioni; il facilitatore può verificare il grado di interesse per il tema e adeguare le modalità del suo intervento. Discussione: i partecipanti scambiano opinioni, informazioni, suggerimenti; tale dibattito mette in evidenza la necessità di scomporre ed approfondire alcuni aspetti del tema e rende cosciente il gruppo della necessità di approfondire. Comprensione: vengono fornite al gruppo informazioni utili a scomporre un problema negli elementi basilari che lo compongono ovvero a ricomporne i termini in modo creativo. Empatia: grazie a simulazioni, giochi di ruolo, tecniche di ascolto partecipato il gruppo sperimenta le problematiche d’applicazione del tema, rafforzando la comunicazione nel gruppo. Azione: infine, ogni partecipante può modificare le azioni connesse al tema o intraprenderne di nuove, sviluppando le ipotesi d’azione che il percorso gli suggerisce.

3) Adozione di una strumentazione funzionale a garantire parità delle condizioni di accesso: ciò risultando sia dalla scelta del materiale biblico/video-grafico suggerito, in quanto aderente al carattere della proposta formativa, sia dalla disponibilità di quelle tecnologie software che possono garantire la partecipazione anche dei beneficiari non presenti fisicamente e moltiplicare le potenzialità di azione degli stakeholders coinvolti.

Descrizione dei Moduli Formativi

Fase I: Start-Up Azioni: a) Presentazione; b) Ricognizione; c) Impostazione Attività: a) Gioco di Presentazione tra Facilitatori e Beneficiari; b) Somministrazione di questionario semi-strutturato sulle aspettative; c) Presentazione in power-point della Metodologia, Bibliografia e Attività previste Metodologia: Lo start-up prevede l’adozione di metodologie facilitative (di conoscenza interattiva e presentazione software)

Fase II: Pace e Non-violenza: Gestione Costruttiva dei Conflitti Azioni: a) Analisi comparata dei conflitti (sociale culturale politico); b) Discussione orientata; c) Role play (simulazioni e giochi di ruolo) Attività: a) Discussione in forma di Open Space con confronto sulla tematica conflitto/conflitti; b) Proiezione video sulle dinamiche odierne dei conflitti e confronto collettivo (Mary Kaldor); c) Role play su casi di conflitto noti: Bosnia, Kosovo, Israele - Palestina, Ulster, Western Sahara etc. Metodologia: Il modulo di gestione costruttiva prevede discussioni in forma di Open Space e casi di studio sviluppati con metodologia interattiva (proiezione, simulazioni, giochi di ruolo)

Fase III: Libertà e Diritti: Risoluzione Alternativa delle Controversie Azioni: a) Simulazioni sulle diverse forme di comunicazione; b) Discussione e Esercitazione (brainstorming); c) Role play (simulazioni e giochi di ruolo) Attività: a) Presentazione di esempi in ordine alle diverse forme di comunicazione; b) Discussione in forma di Open Space con esercitazione; c) Role play su alcuni casi di controversie (gioco dell’arancia, della finestra, etc.) Metodologia: Il modulo sulla risoluzione delle controversie prevede una forte interazione e una varietà di applicazioni pratiche intorno al tema del problem solving soprattutto in ambito locale.

Fase IV: Solidarietà e Culture: Costruzione della Fiducia Azioni: a) Discussione e orientata; b) Esercitazioni e role play sul modello win-win; c) Riflessione su esempi concreti di mediazione Attività: a) Proiezione video sull’inter-cultura e confronto collettivo (Tony Gatlif); b) Role play su alcuni casi di strategie win-win; c) Discussione in forma di Open Space con esempi concreti Metodologia: Il modulo di confidence building prevede discussioni in Open Space e casi di studio sviluppati con metodologia interattiva (proiezione, simulazioni, giochi di ruolo)

Fase V: Evaluation Azioni: a) Ricognizione; b) Trasferimento Attività: a) Somministrazione di questionari di valutazione e auto-valutazione; b) Approntamento ipotesi trasferimento Metodologia: La valutazione prevede l’adozione di modelli di conoscenza reciproca e feed-back

Previsto un seminario finale da tenersi nell’arco delle ultime due settimane a conclusione del percorso formativo

11) Aspetti innovativi (utilizzo di nuove metodologie, modalità di coinvolgimento all’iniziativa) Il carattere innovativo del Progetto A.C.H.I.E.V.E. si manifesta in entrambe le direzioni: quella dell’innovazione rispetto a modalità e strategie di intervento già note e quella rispetto alle modalità di azione in quanto determinate da uno specifico bisogno sociale. In tal senso, il progetto non solo si propone l’obiettivo di consolidare un sistema di “buone pratiche” nel settore della formazione per operatori attivi nell’ambito della gestione dei conflitti ai diversi livelli, ma punta anche a rafforzare il lavoro di rete ed in rete con altri soggetti del Terzo Settore impegnati all’interno del medesimo orizzonte di valori e di impegno, intervenendo con modalità nuove su un bisogno specifico. Quanto al primo ambito, la proposta formativa si caratterizza soprattutto per i seguenti due aspetti: la combinazioni di ipotesi formative complementari che è necessario trattare insieme per offrire una panoramica adeguata del lavoro di pace degli operatori di terzo settore in tutta la sua articolazione e complessità (“multi-tasking”), come mostrato dalla combinazione di contenuti valoriali (pace, nonviolenza, diritti) e operativi (gestione dei conflitti, risoluzione delle controversie, costruzione della fiducia); l’adozione di una metodologia aperta, adatta a stimolare una formazione partecipata ed orizzontale, funzionale al raccordo di rete con esperienze analoghe e in grado di rispondere al bisogno di aggiornamento professionale del personale (giovanile e adulto) impegnato nel mondo del volontariato, come mostrato dall’adozione della metodologia “Open Space” e dall’applicazione di un percorso di apprendimento come quello di “Scala S”. Quanto al secondo ambito, la proposta formativa si preoccupa di rispondere al bisogno formativo diffuso e differenziato nonché alle particolari esigenze del personale impegnato nelle ODV destinatarie, non solo mediante l’utilizzo di una strumentazione formativa ampia (con biblico/video-grafia e una collezione di simulazioni con cui viene direttamente sperimentata l’ipotesi teorica di partenza, con esplicita proiezione del percorso teorico sulla ricaduta operativa), ma anche mediante l’applicazione di una strumentazione tecnologica e multimediale in grado di garantire pieno accesso tanto ai soggetti portatori di bisogni specifici quanto ai destinatari impossibilitati a partecipare fisicamente alle attività (ad es. personale espatriato), tramite utilizzo di metodologia FAD (Formazione A Distanza), di skype conference e della messa in rete del materiale formativo.

12) Modalità di Coinvolgimento sulla base delle Priorità

Priorità

Promozione della partecipazione giovanile al volontariato mediante lo sviluppo di esperienze di formazione, di coinvolgimento e di integrazione. Sviluppo di servizi educativi territoriali a sostegno dei fabbisogni espressi dai destinatari, ivi compresi giovani migranti aderenti alla rete associativa delle ODV target. Diffusione della nonviolenza quale ipotesi di assorbimento del potenziale di aggressività nelle relazioni inter-personali e modalità di azione per la gestione dei conflitti locali e internazionali, nonché strumento di intervento per il personale delle ODV nella propria professionalità specifica.

Si intende coinvolgere il personale beneficiario della formazione a partire dalle organizzazioni di volontariato in quanto coordinatrici dei percorsi di formazione professionale di cui al corso della Regione Campania per operatori/operatrici di pace già in relazione con le Associazione partner (“Assopace Napoli”, “Operatori di Pace – Campania” e “Sott’ ‘n coppa”); si intende inoltre sollecitare l’interesse intorno all’idea-progetto di altre Associazioni di Terzo Settore che hanno già avuto modo di sperimentare sinergie e collaborazioni con i soggetti del partenariato, tra cui: Ass. Quartieri Spagnoli, GESCO – Consorzio di Cooperative Sociali, ARCI/ARCS, Rete Lilliput, Manitese ed Amnesty International. Tale coinvolgimento comporta sia l’interesse del personale alla proposta formativa sia la disponibilità, da parte di queste Organizzazioni, di formatori e facilitatori, sulla base delle esperienze di collaborazione già maturate ed alla stregua dell’impostazione qui formulata. In questo senso, tale collaborazione/coinvolgimento viene realizzato sulla base delle priorità sopra indicate e si concretizza nella messa a disposizione, ad esempio, del personale formativo di II fascia.

13) Tempi

Durata complessiva del progetto-base (in mesi): 3 mesi: febbraio – maggio 2009. Durata delle attività (in ore): A.C.H.I.E.V.E. prevede un’articolazione complessiva in 4 fasi (più quella finale di “evaluation”), per un totale di 12 unità formative, ciascuna della durata di 3 ore, per la durata totale di 36 ore, da svilupparsi nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2009, secondo il crono-programma sopra indicato.

14) Risorse umane coinvolte

Il personale coinvolto è il seguente: 3 docenti (tutti di seconda fascia), 6 formatori (3 animatori e 3 facilitatori volontari salvo un animatore con funzione di supporto organizzativo), 1 coordinatore di progetto (Gianmarco Pisa), 1 referente amministrativo (Luigi Criscitiello), 1 referente di segreteria (Rosalinda Esposito), anche questi ultimi volontari salvo il coordinatore di progetto, secondo il quadro - risorse sotto indicato.

Carlo Schenone. Il suo impegno in A.C.H.I.E.V.E. consiste nell’implementazione delle attività previste dal modulo su Pace e Nonviolenza: Gestione Costruttiva dei Conflitti

Ettore Acocella. Il suo impegno in A.C.H.I.E.V.E. consiste nell’implementazione delle attività previste dal modulo su: Libertà e Diritti: Risoluzione Alternativa delle Controversie

Alberto Capannini. Il suo impegno in A.C.H.I.E.V.E. consiste nell’implementazione delle attività previste dal modulo su: Solidarietà e Culture: Costruzione della Fiducia.

Luca Di Ruggiero Facilitatore volontario (modulo Pace/Nonviolenza) Ivana Dama Facilitatrice volontaria (modulo Libertà/Diritti) Marta Peruzzini Facilitatrice volontaria (modulo Solidarietà/Culture)

Gianmarco Pisa (Operatori di Pace – Campania) Coordinatore di Progetto Luigi Criscitiello (Assopace Napoli) Referente Amministrativo Rosalinda Esposito (Assopace Napoli) Referente di Segreteria Giovanni Russo (Sott’ ‘n coppa) Animatore Sara Borrilllo (Assopace Napoli) Animatrice Flaviana Frascogna (Operatori di Pace – Campania) Animatrice (con funzioni di supporto organizzativo)

Numero dei Partecipanti Il numero di volontari e aderenti delle ODV beneficiarie che verranno a comporre la platea dei destinatari è previsto in 20 [in ottemperanza al criterio di pari accesso tra i generi]

15) Forme di promozione e pubblicizzazione dell’iniziativa

Il progetto A.C.H.I.E.V.E. prevede il ricorso ad una strategia articolata di visibilità, (promozione/pubblicizzazione) basata sui seguenti tre vettori: a) Pubblicizzazione diffusiva da svilupparsi mediante Locandine in localizzazioni mirate ed estensione territoriale b) Pubblicizzazione capillare da svilupparsi mediante Mailing in modo da raggiungere direttamente tutti gli operatori di società civile c) Pubblicizzazione partecipativa da svilupparsi mediante un Seminario finale (anche come ipotesi di sedimentazione e di trasferimento delle buone pratiche attivate)

16) Strumenti di monitoraggio e valutazione

Monitoraggio [articolazione per fasi]

Fase I: Start-Up Lo start-up è propedeutico allo svolgimento dei moduli successivi ed è considerato quale illustrazione/impostazione del percorso formativo. Il monitoraggio avviene attraverso la somministrazione del questionario semi-strutturato sulle aspettative/istanze dei beneficiari e a partire dal feed-back sulla ricezione del profilo metodologico/operativo proposto.

Fase II: Pace e Nonviolenza: Gestione Costruttiva dei Conflitti La acquisizione di strategie di gestione costruttiva prevede un percorso bibliografico basato su modelli teorico-pratici (M. Kaldor, P. Paathfort, J. Galtung, G. Scotto, M. Sclavi etc.). La combinazione di più vettori comunicativi, formativi e relazionali (discussione, proiezione, role-plays) consente di articolare il processo di monitoraggio in relazione alla diversa ricettività delle varie ipotesi formative proposte.

Fase III: Libertà e Diritti: Risoluzione Alternativa delle Controversie L’acquisizione di strategie di risoluzione costruttiva è basata sul problem solving strategico e l’analisi transazionale (P. Watzlawick, E. Berne, T. Gordon, F. Tullio, F. Perls). L’adozione di ipotesi di verifica transazionale comporta che la strategia di monitoraggio segua anche l’andamento della reazione emotiva, oltre che cognitiva, dei beneficiari.

Fase IV: Solidarietà e Culture: Costruzione della Fiducia Numerosi riferimenti possono essere offerti sul tema inter-culturale sia dagli esempi tradizionali sia da esperienze specifiche provenienti dalla cronaca quotidiana. Sia l’aspetto della reazione dei singoli ad eventi tratti dall’esperienza quotidiana, sia lo sviluppo della capacità relazionale ed empatica tra i destinatari medesimi, sono aspetti di importanza fondamentale nel monitoraggio di questa fase.

Fase V: Evaluation La valutazione si articola nei due momenti della somministrazione del questionario di verifica della corrispondenza tra aspettative iniziali e risultati conseguiti e dell’approntamento di ulteriori ipotesi di lavoro per il trasferimento dei risultati. Il monitoraggio si completa con una valutazione finale e determina le condizioni per la sedimentazione del lavoro svolto.

Valutazione [articolazione per fasi]

Fase I: Start-Up Risultati Attesi: a) Creazione delle condizioni per la comunicazione e relazione; b) Condivisione Condizioni e Modalità di Implementazione; c) Preparazione operativa sulla base della Metodologia Strumenti di Valutazione: a) Feed-back immediato dei beneficiari e contenuti osservazionali ed empatici; b) Questionario semi-strutturato sulle aspettative dei beneficiari; c) Elementi di discussione stimolata dalla presentazione (power point) di Metodologia, Bibliografia ed Attività

Fase II: Pace e Non-violenza: Gestione Costruttiva dei Conflitti Risultati Attesi: a) Consapevolezza sulla natura del/dei conflitto/ conflitti; b) Comprensione delle dinamiche delle conflittualità contemporanee; c) Apprendimento delle strategie di trasformazione e sviluppo empatia Strumenti di Valutazione: a) Report parziale di open space; b) Elementi della discussione orientata dalla proiezione video; c) Condotta ed elementi della discussione tra i beneficiari mediante role- play

Fase III: Libertà e Diritti: Risoluzione Alternativa delle Contro-versie Risultati Attesi: a) Miglioramento della capacità di comunicazione; b) Affinamento della capacità strategica e risolutiva; c) Apprendimento delle strategie di ADR e sviluppo empatia Strumenti di Valutazione: a) Feed-back immediato agli esempi proposti; b) Report parziale di open space; c) Condotta ed elementi della discussione tra i beneficiari stimolata dai role plays effettuati

Fase IV: Solidarietà e Culture: Costruzione della Fiducia Risultati Attesi: a) Sviluppo della sensibilità inter-culturale; b) Miglioramento della pre-disposizione al lavoro cooperativo; c) Apprendimento strategie/modalità del lavoro di pace Strumenti di Valutazione: a) Elementi della discussione orientata dalla proiezione video; b) Condotta ed elementi della discussione tra beneficiari stimolata dai role play; c) Report parziale di open space

Fase V: Evaluation Risultati Attesi: a) Concordanza tra aspettative e risultati conseguiti; b) Possibilità di iterazione Strumenti di Valutazione: a) Questionario semi-strutturato di verifica finale; b) Istant report (finale) e indicazione ipotesi trasferimento