“Calendario di Pace: Tutti i Diritti Umani per Tutti”



Calendario di Pace: Progetto di Educazione alla Pace, Nonviolenza e Diritti Umani nelle scuole



Titolo
“Calendario di Pace. Tutti i Diritti Umani per Tutti”

Tipologia
Progettualità di educazione alla pace, nonviolenza e diritti umani per le scuole secondarie di primo e secondo grado partecipata con l’Associazione ideatrice: “Operatori di Pace – Campania”


Fabbisogni sociali e territoriali che motivano il progetto
Il progetto “Calendario di Pace. Tutti i Diritti Umani per Tutti” punta a sviluppare il senso civico, il pensiero critico e la propensione alla partecipazione da parte dei giovani studenti fruitori e beneficiari, agendo tale proposta, basata sull’educazione alla pace, nonviolenza e diritti umani, nella duplice direzione: di favorire una più proficua interazione con il territorio di pertinenza e di stimolare la messa in rete, tra la scuola e le soggettività sociali ed associative presenti sul territorio, di linguaggi, proposte ed esperienze. In ciò, il progetto punta a interrogare tutti gli stakeholders intorno al forte carattere sociale e civico di una proposta basata sull’educazione ai valori della pace e alla nonviolenza, quale ipotesi di soluzione costruttiva delle controversie e migliore alternativa possibile alla gestione delle dispute, che, anche a livello micro-, sociale e territoriale, troppo spesso possono degenerare in rissosità, aggressività e violenza, In tal senso, la proposta nonviolenta può rappresentare, in linea con alcune delle esperienze migliori del pensiero e della pratica della nonviolenza, come ad esempio quelle di Alexander Langer in Sud Tirolo ovvero di Danilo Dolci in Sicilia, un valido strumento per generare attori di pace e una leva per sviluppare senso civico e migliore convivenza sociale nei territori metropolitani e non. In definitiva, il progetto, attraverso la sua articolazione complessiva e la sua proposta specifica, punta a intercettare il bisogno sociale di ri-composizione ed integrazione, di corretta partecipazione sociale dei giovani e di contrasto a fenomeni annosi e preoccupanti, dalla dispersione scolastica, alla violenza di strada, dalla percezione di assenza di futuro alla finta certezza della violenza come opzione praticabile per fare fronte a una condizione soggettiva di disagio.

Destinatari
Destinatari di primo grado della proposta formativa contenuta nel progetto “Calendario di Pace. Tutti i Diritti Umani per Tutti” sono gli studenti interni delle scuole proponenti cui la progettualità è rivolta e con cui la definizione, la redazione e la implementazione progettuali sono sviluppate. A questi si accompagnano, inoltre, eventuali studenti esterni o fuoriusciti, cui la proposta è ugualmente rivolta per il proprio carattere di apertura, elasticità e fruibilità, soprattutto per quanto attiene alla messa a disposizione di un percorso metodologico e didattico fruibile e alla sperimentazione di una messa in rete delle soggettività presenti sul territorio di destinazione. Particolare attenzione è, inoltre, rivolta agli studenti portatori di diverse abilità, soprattutto attraverso lo sviluppo di moduli didattici aperti e l’applicazione di modalità di relazione e di partecipazione che non prevedono ostacoli né articolazioni respingenti, nonché mediante la predisposizione di pacchetti formativi adeguati agli specifici bisogni espressi da tali soggetti, sia attraverso l’adozione di linguaggi e vettori di comunicazione differenziati, dall’audio-video a pacchetti software dedicati, passando attraverso il superamento della tradizionale lezione frontale e il ricorso a simulazioni e giochi di ruolo, sia grazie alla sensibilità specifica di determinate modalità comunicative, come quella dell’ “ascolto attivo” e del “messaggio-io” ovvero delle metodologie di spazio aperto e di fruizione graduale, che risultano particolarmente adatte a tale tipologia di fruitori e destinatari.

Destinatari di secondo grado della proposta formativa sono inoltre le soggettività sociali e familiari che gravitano attorno all’universo scolastico di destinazione, con specifico riferimento ai genitori e i familiari degli studenti e alle soggettività sociali, in special modo le fasce deboli, presenti sul territorio e con le quali si sperimenteranno, di concerto con l’istituzione scolastica, modalità di relazione che rendano efficace la proposta di apertura e di interazione della scuola con il territorio medesimo, nonché la possibilità di condivisione e di messa in rete di linguaggi e “buone pratiche” con gli attori presenti sul territorio, in linea con l’oggetto del bando “Scuole Aperte”.


Tematiche principali
Tematiche salienti del progetto “Calendario di Pace. Tutti i Diritti Umani per Tutti” sono le seguenti:
a.promozione della pace
b.educazione alla nonviolenza
c.sensibilizzazione ai diritti umani in tutte le loro articolazioni, sfaccettature e ricadute
d.intercultura, multiculturalità e convivenza
e.cittadinanza attiva

Collegate ad esse, in linea con lo spirito e le finalità della proposta qui illustrata, le seguenti:
a.prevenzione del disagio e
b.integrazione delle fasce deboli

Modalità di intervento
Modalità privilegiata di intervento della proposta progettuale del “Calendario di Pace”, in linea con la metodologia didattica adottata, peraltro consolidata da una propria storia e da una ricca letteratura dedicata, è quella della “didattica partecipata”, in grado di superare il modello della lezione frontale e di aprirsi ad un ambiente di condivisione, partecipazione e protagonismo dei giovani fruitori e beneficiari più marcato, stimolante e confortante. In questo senso, vettori privilegiati della comunicazione didattica sono i seguenti:
a.seminari
b.laboratori
c.gruppi di discussione
d.didattica alternativa (audio, video, software)
e.simulazioni, giochi di ruolo e ambienti di contesto

Obiettivi
L’impianto generale del progetto “Calendario di Pace: Tutti i Diritti Umani per Tutti”, in quanto progetto di “educazione alla pace” dovrà riguardare alcune ipotesi preliminari, che sono state registrate come possibili punti fermi o “contenitori” della proposta progettuale, entro cui definire i contenuti che dovranno caratterizzare la proposta nella sua articolazione per “date-chiave” inerenti specifici “temi-pace”. In tal senso, è opportuno ricordare che quello che si chiama per semplicità “educazione alla pace” è in realtà un percorso più sofisticato che attraverso attività modulari, inter-disciplinari e differenziate, punta a sviluppare una iniziativa di sensibilizzazione nelle scuole attorno alle tematiche-chiave della pace, nonviolenza e diritti umani, attivando in particolare un meccanismo di fruizione innovativa, in quanto partecipativa e non-frontale. Essa allude evidentemente a una concezione della pace, ormai consueta nelle ricerche dedicate (peace-research) più recenti, che tende a considerare la pace non come mera assenza del conflitto (peraltro, nelle sue diverse sfaccettature, inestirpabile dalle nostre società) ma come processo di costruzione e processo in divenire, in cui l’attivazione soggettiva e la formazione sociale rivestono un ruolo di primo piano. Di qui, dunque, l’attenzione al tema della trasformazione costruttiva, pacifica e nonviolenta dei conflitti a tutti i livelli (a partire dall’ambito dei conflitti macro-, quello dei conflitti internazionali, inter-statuali ed etno-politici) e l’importanza attribuita al mondo della scuola come luogo della partecipazione critica e della formazione della cittadinanza.

A partire da questo presupposto, nel merito dei contenuti formativi proposti, individuati nell’ambito della più generale tematica connessa con i lemmi: “pace”, “nonviolenza” e “diritti umani”, si è venuto definendo un percorso specifico, innovativo ed originale: una proposta formativa articolata in un “calendario di eventi” (come da titolo “Calendario di Pace”) che traesse spunto dalle diverse ricorrenze delle “giornate mondiali” (ricorrenze internazionali, giornate della memoria, anniversari) per sviluppare una riflessione sull’ “argomento del giorno” e su una “tematica” inerente al tema pace, giustizia e diritti, particolarmente rilevante. Come anche il sottotitolo del progetto indica (“Tutti i Diritti Umani per Tutti”) questo approccio punta a mettere in evidenza due aspetti basilari dell’educazione alla pace, troppo spesso dimenticati o misconosciuti: l’importanza della promozione e della protezione dei diritti umani, perché “non c’è pace senza giustizia”, e quanto i diritti umani entrino nel nostro quotidiano, con avvenimenti e violazioni che troppo spesso riempiono le pagine della cronaca senza che siamo in grado di individuare quel nesso basilare.

Obiettivo generale del progetto è quello di fare delle scuole un centro di promozione di cittadinanza attiva, un luogo di valorizzazione delle potenzialità, delle risorse e delle competenze degli attori scolastici e del territorio, nonché un presidio di partecipazione, educazione civica e sensibilizzazione, a partire dai giovani, in quanto primi beneficiari del percorso proposto. Tale percorso sarà quindi sviluppato “step by step” e, soprattutto, utilizzando alcune “milestones”, quali appunto le giornate mondiali, intese non solo come pretesto per riflettere su ben specifici argomenti (la guerra, la violenza, la schiavitù etc.) ma anche come occasione di sensibilizzazione sugli sforzi sin qui compiuti per lottare contro le ingiustizie, le sopraffazioni e le violenze (dal micro- al macro). Questo nesso tra dimensioni micro- (territoriale) e macro- (internazionale) è parte integrante dell’obiettivo generale, in quanto offre un contributo decisivo per adeguare il tema pace al contesto, trasferirlo nell’ambito della lotta contro le violenze, le ingiustizie e i soprusi quotidiani, e fare della nonviolenza una strategia universale e particolarmente adatta di azione anche e soprattutto in contesti di particolare sofferenza sociale, come testimoniato, ad esempio, dalla lezione di Danilo Dolci in Sicilia.

Obiettivi specifici sono allora i seguenti: a) lo sviluppo di un percorso formativo che, pur articolandosi in diverse iniziative e secondo diverse tematiche, abbia tuttavia un filo unitario riconoscibile e che renda disponibili temi e nessi legati ai lemmi “pace”, “nonviolenza”, “solidarietà”, “giustizia”, “diritti”; b) la valorizzazione, nel ruolo di formatori, di quelle esperienze che la nostra Associazione è in grado di presentare e la possibilità, a fianco di queste e, ovviamente, del personale scolastico, di ospitare dei “testimonial” su alcune tematiche specifiche e caratterizzanti nella misura di uno [1] per ogni modulo didattico proposto; c) la necessità di rendere disponibile, alla fine del percorso formativo, un “oggetto di sedimentazione e di trasferimento”, che riassuma in un prodotto-elaborato finale il lavoro sviluppato dagli studenti (un cd-rom interattivo, piuttosto che un pacchetto-software con contenuti didattici, oppure una pubblicazione o un elaborato audio-video); d) l’esigenza di rafforzare il carattere sociale e l’apertura dello spazio-scuola, promuovendo, nell’ambito del percorso formativo, anche degli incontri con i genitori e la cittadinanza; infine: e) la realizzazione di un sito internet o di una pagina dedicata all’interno dei siti internet dell’Associazione, della scuola e dell’ente finanziatore dell’iniziativa.

Ovviamente, tale calendario non esaurisce il novero di iniziative che possono essere realizzate nell’ambito della proposta formativa; in particolare, sarà necessario provvedere alle seguenti tre realizzazioni (risultati attesi): 1. produzione ad opera degli studenti di un elaborato sotto forma di “instant report” (scritto, disegno o altro) alla fine di ogni appuntamento, e, complessivamente, alla fine dell’intero percorso, che possa valere come strumento di verifica e possa essere raccolto in una pubblicazione finale; 2. realizzazione di un oggetto di sedimentazione e trasferimento finale, che valga come elaborato sintetico dell’intero percorso formativo, eventualmente sotto forma di cd-rom interattivo (ma anche spot o cortometraggio, mostra fotografica o audio-visiva, purché facilmente riproducibile come pacchetto didattico, in coerenza con le ipotesi di trasferibilità di cui all’apposita sezione); 3. elaborazione, da parte degli studenti, di una scheda di valutazione intermedia e finale (alla fine dell’intero percorso), eventualmente nella forma di un questionario di valutazione/auto-valutazione semi-strutturato che fornisca indicazioni (feed-back) sulla qualità dell’interazione conseguita.


Oggetto formativo
Il progetto prevede un orientamento metodologico in linea con i requisiti previsti dal bando (in particolare quello di coprire 3 pomeriggi a settimana per [un minimo di] 3 ore ciascuno e quello di raccogliere le attività in moduli didattici coerenti con le finalità e le tematiche generali previste).

Tale orientamento prevede al suo interno una proposta didattica basata su una serie di approfondimenti tematici corrispondenti a date-chiave (giornate internazionali, giornate di commemorazione, anniversari ed altre date di particolare rilevanza simbolica) aventi ad oggetto i temi della pace, della convivenza e dei diritti umani, per un totale di 31 date (una a settimana, per un totale di sette mesi di attività didattiche, che coprono il periodo ottobre-maggio, con esclusione della seconda metà di dicembre e della prima metà di gennaio in coincidenza con la pausa natalizia).

Nella occasione di queste ricorrenze o nelle immediate vicinanze saranno proposte iniziative didattiche metodologicamente coerenti con l’impostazione di “spazio aperto” che costituisce il nucleo del disegno progettuale proposto (sia in termini di predisposizione di uno spazio accogliente e fruibile sul modello della “Open Space Technology”, sia in termini di adeguatezza e fruibilità del percorso didattico che si intende sviluppare in linea con il percorso indicato come “Scala S”) anche prevedendo simulazioni, giochi di ruolo e proiezioni audio-video che rafforzino la ricettività dei beneficiari e di raccoglierle in moduli didattici coerenti con il tema pace - giustizia - diritti umani.

In definitiva, dal punto di vista concettuale, si tratta di comporre un “calendario di pace” che intenda la pace in termini universali e che la declini, nello specifico, anche vista la ricorrenza nel 2008 del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani [DUDU], secondo la prospettiva di “tutti i diritti umani per tutti”. Si propone quindi il seguente percorso disciplinare per aree-guida tematiche:

Modulo 1: Pace e Nonviolenza
(30/01: giornata internazionale della nonviolenza; 24/05: giornata internazionale delle donne per la pace; 21/09: giornata internazionale della pace; 24/10: giornata mondiale per il disarmo; + 1 data dedicata alle “guerre dimenticate”; la data del 24 ottobre è inoltre da collegare all’insieme di eventi che vedranno scuole e società civile impegnate per l’intera settimana dal 24 ottobre al 31 ottobre, nel quadro della marcia per la pace Perugia-Assisi “Tutti i Diritti Umani per Tutti”)
Modulo 2: Legalità e Giustizia
(01/05: festa del lavoro; 17/10: giornata mondiale per la lotta contro la povertà; 12/12: anniversario della strage di Piazza Fontana e commemorazione delle stragi e riflessione sulla strategia del terrore; + 1 data dedicata al tema “mafia/mafie” + 1 data dedicata al tema del “lavoro minorile”)
Modulo 3: Culture e Convivenza
(27/01: Giornata della Memoria: la Shoah [ebrei, rom, etc.] con una riflessione dedicata al tema della xenofobia e dell’anti-semitismo (pensiamo anche al fenomeno particolarmente attuale e scottante della violenza e dell’intolleranza negli stadi e in determinate sotto-culture metropolitane; 21/02: giornata della lingua madre e della diversità culturale; 21/05: giornata mondiale della diversità culturale e del dialogo inter-culturale; 11/09: anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle e occasione per riflettere sul tema intolleranza/scontro di civiltà; 18/12: giornata internazionale dei migranti)
Modulo 4: Libertà e Diritti
(12/02: anniversario della liberazione di Nelson Mandela ed occasione per una riflessione sul tema dell’apartheid e delle moderne forme di segregazione, ghettizzazione e discriminazione; 08/03: giornata internazionale della donna; 20/11: giornata mondiale per la protezione dell’infanzia; 24/11: giornata mondiale contro la violenza sulle donne; 02/12: giornata della memoria per l’abolizione della schiavitù nel mondo; + 1 data dedicata al tema dell’apartheid; in quest’ambito si propone inoltre anche una riflessione, opportunamente anticipata rispetto alla scadenza ufficiale, intorno al tema dei rifugiati e dei richiedenti asilo, traendo spunto dalla ricorrenza del 20 giugno: giornata mondiale del rifugiato)
Modulo 5: Ambiente e Scienze
(22/03: giornata mondiale dell’acqua; 07/04: giornata internazionale per la difesa della salute umana; 22/04: giornata mondiale della Terra; 24/10, in coincidenza con la settimana dedicata alla marcia della pace Perugia-Assisi: giornata mondiale per il disarmo, di cui anche al modulo 1, con un approfondimento specifico sul tema della ricerca scientifica applicata alla produzione militare; 09/11: giornata mondiale della ricerca scientifica per la pace)

A queste bisognerà aggiungere: a) una data preliminare di presentazione della proposta didattica; b) un tema iniziale che può essere quello del volontariato (05/12) in quanto proposta (cross-cutting) di risoluzione costruttiva dei problemi e di attivazione civica a forte valenza educativa; e c) un tema finale che può essere quello dei diritti umani in generale (main-streaming) (da collegare al 10/12, quindi alla DUDU, anche considerando l’anno-chiave dei diritti umani 2008). Da questo punto di vista, la scelta dei diritti umani come data finale permetterà anche di orientare il percorso verso una finalità didattica chiara: i giovani studenti, dopo aver sviluppato l’intero percorso, attraverso i moduli previsti, si troveranno così proiettati verso quello che è l’esito naturale del percorso stesso, cioè la tutela, la promozione e la valorizzazione di “tutti i diritti umani per tutti”.

Attraverso l’applicazione della metodologia di “Open Space”, combinata con la “scala S”, lo stesso report finale prodotto sintetizzerà i vari temi trattati e sarà una sorta di “DUDU degli studenti”, che potrà essere utilmente messa a confronto, nell’ultima sessione, con la DUDU del 1948.

Il “Calendario di Pace: Tutti i Diritti Umani per Tutti”, nella sua sequenza cronologica sull'anno curriculare, è dunque il seguente:

11 Settembre: anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle e occasione per riflettere su intolleranza/scontro di civiltà
21 Settembre: giornata internazionale della pace
17 Ottobre: giornata mondiale per la lotta contro la povertà
24 Ottobre: giornata mondiale per il disarmo
09 Novembre: giornata mondiale della ricerca scientifica per la pace
20 Novembre: giornata mondiale per la protezione dell’infanzia
24 Novembre: giornata mondiale contro la violenza sulle donne
02 Dicembre: giornata della memoria per l’abolizione della schiavitù nel mondo
05 Dicembre: giornata internazionale del volontariato (evento di partenza e tema cross-cutting)
10 Dicembre: 60° anniversario (1948-2008) della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani [DUDU] (evento di chiusura e tema main-streaming)
12 Dicembre: anniversario della strage di Piazza Fontana e commemorazione delle stragi e riflessione sulla strategia del terrore
18 Dicembre: giornata internazionale dei migranti
27 Gennaio: Giornata della Memoria: la Shoah [ebrei, rom, etc.] con una riflessione dedicata al tema della xenofobia e dell’anti-semitismo (pensiamo anche al fenomeno particolarmente attuale e scottante della violenza e dell’intolleranza nelle sotto-culture metropolitane)
30 Gennaio: giornata internazionale della nonviolenza
12 Febbraio: anniversario della liberazione di Nelson Mandela ed occasione per una riflessione sul tema dell’apartheid e delle moderne forme di segregazione, ghettizzazione e discriminazione
21 Febbraio: giornata della lingua madre e della diversità culturale
08 Marzo: giornata internazionale della donna
22 Marzo: giornata mondiale dell’acqua
07 Aprile: giornata internazionale per la difesa della salute umana
22 Aprile: giornata mondiale della Terra
01 Maggio: festa del lavoro
21 Maggio: giornata mondiale della diversità culturale e del dialogo inter-culturale
24 Maggio: giornata internazionale delle donne per la pace

Una riflessione, opportunamente anticipata rispetto alla scadenza ufficiale, intorno al tema dei rifugiati e dei richiedenti asilo, traendo spunto dalla ricorrenza del 20 giugno: giornata mondiale del rifugiato; ulteriori approfondimenti tematici complementari su temi di rilevante attualità (intercultura, questione etnica, questione dell’accesso, beni fondamentali, cambiamento climatico); e inoltre:

Una data dedicata alle “guerre dimenticate”
Una data dedicata al tema dell’apartheid
Una data dedicata al tema del “lavoro minorile”
Una data dedicata al tema “mafia/mafie”

Traccia unificante i diversi moduli e i singoli approfondimenti proposti è, come risulta evidente dalla composizione tematica del calendario, quello dei diritti umani e, in particolare, del perseguimento degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite (main-streaming), di cui si dà, come nella Dichiarazione del Millennio (2000), un elenco per titoli:

1.Eliminare la povertà e la fame estrema.
2.Raggiungere l’istruzione primaria universale.
3.Promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne.
4.Diminuire la mortalità infantile.
5.Migliorare la salute materna.
6.Combattere l’HIV/AIDS, la malaria e le altre malattie.
7.Assicurare la sostenibilità ambientale.
8.Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo.

Contenuti Didattici
I contenuti dei singoli temi-pace del “Calendario di Pace: Tutti i Diritti Umani per Tutti” sono dettagliati di seguito:

11 Settembre: anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle e occasione per riflettere su intolleranza/scontro di civiltà: valorizzare le diversità e praticare la tolleranza sono scopi centrali per raggiungere la pace nella vita e nel mondo. In questa occasione i partecipanti impareranno delle diversità attraverso l’analisi, la discussione e il confronto. La tolleranza, la risposta appropriata alla diversità in modo pacifico, verranno illustrate tramite situazioni di soluzione di problemi ed attraverso gruppi di lavoro su situazioni specifiche. Nel percorso di educazione alla pace, obiettivo fondamentale è quello di sviluppare la consapevolezza dei giovani circa gli elementi che promuovono un modo di vivere pacifico e relazioni armoniose tra famiglia e amici; vicinati e gruppi sociali, scuole e comunità professionali. Due elementi importanti che contribuiscono al vivere pacifico in società multi- culturali consistono nel valutare le diversità tra le culture del mondo e la accoglienza delle differenze tra noi stessi e gli altri. Utile strumento didattico può essere, in questo caso, la proiezione del video de “La Storia Siamo Noi” (Edizioni Rai – De Agostini) dedicato appunto all’ “11 Settembre”.
21 Settembre: giornata internazionale della pace: l’incontro è l’occasione per un approfondimento laboratoriale, fondato sulla comprensione del tema-pace, nel suo aspetto storico e concettuale. La pace è stata definita come assenza di violenza o conflitto e, viceversa, come presenza di uno stato della mente e della società di armonia e accordo. Per avere una migliore comprensione di come raggiungere la pace, è importante esaminare quali attitudini personali, valori e conoscenze forniscano le basi per ottenere e mantenere la pace. Tolleranza, comprensione, empatia, cooperazione e rispetto delle differenze sono al centro della nostra coesistenza pacifica, ma ciascuno di noi può interpretare questi concetti come un aspetto specifico basato alternativamente su valori culturali, esperienze di vita e credenze personali relative alla realtà. E’ importante condividere una comprensione di questi concetti mentre parliamo dei nostri atteggiamenti, ideali e valori e mentre analizziamo le situazioni come elementi di pace o di conflitto. Il laboratorio è concepito per aiutare i partecipanti ad esplorare le proprie idee su cos’è la pace. L’obiettivo è quello di sviluppare un vocabolario che permetta ai partecipanti di parlare dei propri atteggiamenti, sentimenti ed opinioni nel susseguirsi degli incontri.

17 Ottobre: giornata mondiale per la lotta contro la povertà: l‘incontro permette di riflettere sul Primo Obiettivo della Campagna del Millennio, l’eliminazione della povertà e della fame nel mondo, per superare l’intollerabile divario tra i pochi che hanno tutto ed i molti che non hanno nulla.
24 Ottobre: giornata mondiale per il disarmo: l’incontro offre spunti di riflessione su numerosi temi, quali l’importanza dei rapporti diplomatici tra Stati per la soluzione delle controversie, l’evoluzione del concetto di guerra e del modo di fare guerra oggi, l’incidenza dell’obiezione di coscienza nelle strategie di difesa.

09 Ottobre: giornata mondiale della ricerca scientifica per la pace: l’incontro permette di verificare quanto i risultati della ricerca scientifica finanziata a scopi militari abbiano inciso ed incidano tuttora nella vita quotidiana di tutti noi. Ci si sofferma sullo stretto nesso tra competenza, formazione, risorse umane, tecnologiche e tecniche disponibili negli Stati più industrializzati e cooperazione internazionale. Sempre più spesso, infatti, tali Stati promuovono programmi che garantiscono cure mediche, collaborazione con il sistema sanitario estero ed assistenza sanitaria primaria e di alta specializzazione, oppure permettono di costruire strutture ed intere città, di fornire mezzi di trasporto e trasferire conoscenze in merito a modalità di coltura e produzione di beni di prima necessità, insomma di migliorare la qualità della vita di popoli in Stati svantaggiati perché colpiti da conflitti armati.
Il nesso fondamentale scienza e pace sarà inoltre affrontato anche avvalendosi del materiale (internet e bibliografia dedicata) del movimento degli “Scienziati per la Pace” o “Pugwash” e mediante la riflessione su figure importanti, da Albert Einstein a Bertrand Russell.
20 Novembre: giornata mondiale per la protezione dell’infanzia: l’incontro verte sul Secondo e Quarto Obiettivo della Campagna del Millennio, assicurare l’istruzione elementare universale e diminuire la mortalità infantile; si dedica, cioè, alla condizione attuale del bambino nel mondo, alle norme che la tutelano e agli atti che sempre più spesso la mettono in pericolo.
25 Novembre: giornata mondiale contro la violenza sulle donne: l’incontro è incentrato sul ruolo della donna nel conflitto armato, in quanto - potenziale o effettiva - pacificatrice ed artefice del mantenimento della pace. Non va trascurato il ruolo attivo rivestito dalla donna durante il conflitto, in quanto reale capofamiglia responsabile in assenza degli uomini, nonché come parte integrante degli eserciti.

02 Dicembre: giornata della memoria per l’abolizione della schiavitù nel mondo: l’incontro costituisce una occasione di approfondimento storico e sull’attualità, in quanto consente di approfondire il tema della schiavitù nella sua dimensione storica, legata cioè all’espansionismo e al colonialismo, ma anche di interrogarsi sulle vecchie-nuove forme di schiavitù che affliggono le società avanzate contemporanee, a partire da fenomeni che attraversano la nostra quotidianità, dallo sfruttamento della prostituzione e dell’infanzia, fino al caporalato ed allo sfruttamento del lavoro – quest’ultimo approfondito ulteriormente in una occasione specifica – quali moderne forme di segregazione, sfruttamento e schiavitù.
05 Dicembre: giornata internazionale del volontariato (evento di partenza e tema cross-cutting): durante l’incontro viene sottolineata l’importanza dell’apporto delle associazioni di volontariato durante i conflitti armati per alleviare le sofferenze di chi rimane coinvolto suo malgrado dalla guerra. Il volontariato viene presentato come mezzo per la partecipazione diretta non al conflitto ma nel conflitto di civili estranei per loro natura e/o nazionalità alle ostilità e come strumento per la sensibilizzazione alla mobilitazione attiva e ad una cultura di pace universale. Si tratta di un tema fondamentale per la sua rilevanza civica e che consentirà di mettere a disposizione dei giovani anche esempi pratici di azione volontaria, dallo scoutismo alle ONG.

10 Dicembre: 60° anniversario (1948-2008) della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani [DUDU] (evento di chiusura e tema main-streaming): durante l’incontro saranno letti passaggi significativi della carta, approfondito il contenuto di determinati diritti fondamentali, illustrata l’articolazione (storica e concettuale) tra diritti di prima, seconda e terza generazione ovvero diritti economici, sociali e culturali, diritti civili e politici e diritti dei popoli e delle comunità; ma anche passati in rassegna casi di evidenti violazioni dei diritti umani, dal micro- (territoriale e di prossimità) al macro- (violazioni internazionali, crimini di guerra, contro la pace e contro l’umanità). Con appositi documentari, ad esempio quello disponibile delle Teche Rai dedicato al processo di Norimberga, sarà possibile offrire una panoramica più ampia anche delle scaturigini storiche del tema della protezione dei diritti umani universali.

12 Dicembre: anniversario della strage di Piazza Fontana e commemorazione delle stragi e riflessione sulla strategia del terrore: stragismo, strategia del terrore ed odi contrapposti hanno costituito una delle pagine più nere della storia recente del nostro Paese e costituiscono piaghe che ancora affliggono la nostra quotidianità, tra ri-emersioni del terrorismo e nuove pratiche e tecnologie del terrore e della coartazione del consenso. L’incontro è quindi un’occasione sia per discutere delle moderne forme di aggressione e di terrore – sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista psicologico – sia per affrontare, secondo un taglio più concreto e innovativo, il tema dell’analisi del conflitto. Molti ritengono che il conflitto sia una forza negativa che dovremmo cercare di risolvere per raggiungere stati più positivi, come armonia, comprensione e pace.
Ciononostante i conflitti esistono ad ogni livello di interazione sociale, dai conflitti personali alle guerre globali, dalla violazione della dignità dell’altro alla violenza internazionale. Non possiamo evitare i conflitti, ma possiamo trovare un modo per affrontarli, per ridurre il loro impatto sulle nostre vite ed anche per sfruttare gli effetti postivi relativi alle situazioni dei conflitti. Ad esempio, le tecniche di risoluzione dei conflitti forniscono metodi per esaminare una circostanza e offrire risposte alle situazioni che permettono di vivere in modo più pacifico. Chiarendo gli elementi che all’interno di una situazione sono fonte di conflitto, essi diventano un primo importante passo nella sua ri-soluzione possibile. Conflitti di risorse, di necessità di valori o di pertinenza di scopi sono le categorie più comuni ed è spesso difficile etichettare un conflitto con precisione dal momento che tutti gli elementi sono tra loro in relazione.
18 Dicembre: giornata internazionale dei migranti: (prima delle vacanze natalizie, oppure in preparazione dell’imminente 27 gennaio, Giorno della Memoria, un pretesto per parlare di ogni categoria di migrante, sia esso un rifugiato o un soggetto in cerca di miglioramento della propria condizione di vita): Dopo aver esaminato il ruolo attivo dei civili nel conflitto armato, non può mancare un momento di riflessione sulla condizione di quanti sono costretti ad allontanarsi dalla loro terra, i loro cari ed i loro beni per sfuggire alla povertà, alla morte a chi li perseguita per le proprie idee, per la religione o il credo politico, per l’appartenenza sociale o la condizione personale.

27 Gennaio: Giornata della Memoria: la Shoah [ebrei, rom, etc.] con una riflessione dedicata al tema della xenofobia e dell’anti-semitismo (pensiamo anche al fenomeno particolarmente attuale e scottante della violenza e dell’intolleranza negli stadi e in determinate sotto-culture metropolitane nonché alle forme del moderno scontro inter-religioso).
30 Gennaio: giornata internazionale della nonviolenza: l’incontro dedicato alla nonviolenza è l’occasione per un approfondimento storico e civico legato al pensiero e alla pratica della nonviolenza, nonché alle figure e ai momenti salienti nella storia della nonviolenza. Punti di partenza sono il pensiero e l’azione di Gandhi quale figura della azione nonviolenta. Gandhi fu attivista sociale, nazionalista indiano e tra i padri della filosofia della nonviolenza. Nato in India, educato in Gran Bretagna e forgiato nel crogiuolo razzista del Sud Africa, Gandhi divenne famoso come attivista dei diritti di libertà del suo popolo. Quando morì, per mano di un fanatico nazionalista indù, il suo nome era ormai diventato sinonimo della lotta per l’indipendenza nazionale dell’India. Dopo aver completato questo laboratorio i giovani conosceranno il profilo basilare della vita e dell’opera di Gandhi, i principali obiettivi raggiunti ed i più importanti concetti associati alla sua filosofia. Lo scopo di questo laboratorio è di dare ai partecipanti le informazioni di base sulla nonviolenza ed impegnarli nell’esame dei valori e delle convinzioni che ne hanno ispirato la vita ed il lavoro. Questo laboratorio fornirà il quadro per lo studio di altri uomini e donne che hanno dedicato la propria vita allo scopo della pace, della libertà e della giustizia, con riferimento al caso italiano, Aldo Capitini, Danilo Dolci e Lanza del Vasto, ma con la possibilità di adattare la bibliografia e la casistica di riferimento alle personalità più coerentemente impegnate sul fronte della nonviolenza in riferimento al particolare contesto di svolgimento del laboratorio.

12 Febbraio: anniversario della liberazione di Nelson Mandela quale occasione per una riflessione sul tema dell’apartheid e delle moderne forme di segregazione, ghettizzazione e discriminazione, a partire dal tema-simbolo della separazione, ancora oggi troppo spesso rappresentata da muri (Palestina; Sahara Occidentale; Cipro), anche mediante l’illustrazione di una apposita presentazione video-grafica (power point).
21 Febbraio: giornata della lingua madre e della diversità culturale: l’incontro verte sull’importanza del reciproco rispetto interpersonale e della tolleranza tra i popoli per una cultura di pace capace di prevenire i conflitti e ogni altro atto di ostilità. In questo laboratorio i partecipanti apprenderanno come gli atteggiamenti basilari differiscano nei confronti delle dimensioni dei tre valori culturali: il ruolo dell’individuo nella società (posizione), la distanza del potere (spazio) ed il tempo di orientamento (durata). I giovani applicheranno questa conoscenza nelle attività che richiedono loro di decidere come agire in situazioni multi-culturali basate sull’informazione acquisita in merito ai valori di una determinata cultura. L’apprendimento delle diversità culturali fornirà ai partecipanti la conoscenza e le tecniche per una comunicazione più efficace nelle situazioni interculturali. Compito fondamentale per un comunicatore interculturale adeguato è conoscere la propria cultura e se stesso: riflettere su come si percepiscono le cose e su come si agisce su queste percezioni, lavorando in particolare sugli archetipi di riferimento e sull’azione, consapevole ed inconsapevole, delle strutture della propria “cultura profonda”. Di conseguenza, più conosciamo le convinzioni culturali, i valori e gli atteggiamenti della globalità dei nostri vicini, più saremo preparati a riconoscere e comprendere le differenze nei loro comportamenti culturali. La conoscenza delle differenze culturali e di come reagiamo a questa differenza potrà rendere consapevoli dei pregiudizi nascosti e degli stereotipi che costituiscono barriere alla tolleranza e alla reciproca comprensione.

08 Marzo: giornata internazionale della donna: l’incontro è dedicato a sviluppare un approfondimento non solo intorno al contributo di singole donne al lavoro di pace, per la giustizia e i diritti umani, troppo spesso misconosciuto o snobbato anche dalla storiografia cosiddetta ufficiale, ma soprattutto intorno al contributo fondamentale che il pensiero e la pratica delle donne hanno saputo offrire in termini di trasformazione sociale e di interpretazione critica del reale. In questo senso, esso fornisce anche degli spunti intorno al tema delle pratiche di trasformazione dei conflitti e di costruzione della pace ad opera delle donne, che saranno utilmente approfonditi in un appuntamento specifico.
22 Marzo: giornata mondiale dell’acqua: un momento fondamentale per capire quanto sia necessario promuovere una cultura per il corretto uso di questo bene non inesauribile e nel contempo essenziale per la vita e parlare di quanti sono quotidianamente vittime dei conflitti armati ancora in corso per il suo controllo ed il suo sfruttamento. Il tema delle guerre dell’acqua (e, in generale, dello sfruttamento delle risorse e dell’accesso ai beni fondamentali) è un tema fondamentale per comprendere il panorama internazionale attuale e la questione assai spinosa e controversa delle nuove guerre. Si forniranno pertanto anche spunti sulla riflessione condotta in tal senso dal Gruppo di Barcellona (guidato da Mary Kaldor) per la Commissione Europea.

07 Aprile: giornata internazionale per la difesa della salute umana: il Sesto Obiettivo della Campagna del Millennio, combattere l’HIV/AIDS, la tubercolosi, la malaria e le altre malattie, ci permette di confrontare le strategie previste dalla comunità internazionale con la situazione attuale della diffusione delle malattie nel mondo ed il reale impegno dei singoli Stati per il miglioramento della salute umana.
22 Aprile: giornata mondiale della Terra: l’incontro incentrato sul Settimo Obiettivo della Campagna del Millennio, assicurare la sostenibilità ambientale, promuove una riflessione seria su problematiche quali l’inquinamento, lo sviluppo sostenibile, l’utilizzo corretto e responsabile dell’acqua e delle fonti di energia.

01 Maggio: festa del lavoro: tale incontro costituirà l’occasione per riflettere sulle contraddizioni del lavoro oggi, sulle motivazioni economiche e sociali alla base del fenomeno della guerra e sulle violazioni dei diritti economici e sociali che ancora si consumano sul posto di lavoro, nonché per riflettere sul ruolo di agenzie ONU importanti ma spesso dimenticate, a partire dall’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro)
21 Maggio: giornata mondiale della diversità culturale e del dialogo inter-culturale: l’incontro offre un’occasione per approfondire il tema comunicazione – relazione - fiducia. Il primo passo per la costruzione di un ambiente della fiducia è quello di definire le modalità di interazione tra i soggetti affinché queste siano improntate all’ascolto, all’empatia e alla condivisione. Da questo punto di vista un’importanza fondamentale acquisiscono le modalità di comunicazione e di relazione tra le parti.
Questo laboratorio intende porre l’attenzione sulle modalità di comunicazione (verbale, para-verbale e non-verbale), anche adottando delle sperimentazioni sul mimo ed altri vettori di gestualità (teatro delle ombre) ed approfondendo alcune tematiche legate alle strategie di comunicazione (a partire dall’acquisizione della strategia dell’ascolto attivo e messaggio io, al fine di creare una situazione di comprensione, accoglienza e reciprocità). Inoltre, attraverso l’adozione di queste strategie è possibile fare emergere e identificare bisogni ed istanze da parte dei soggetti coinvolti, e questa può diventare l’occasione per sperimentare alcune tecniche di soluzione creativa delle controversie, dal “brain-storming” al “problem solving strategico” anche basato sulle metodologie della psicologia breve e la pratica degli obiettivi. Obiettivo ultimo di questi laboratori sarà quello di pervenire all’adozione sistematica di approcci e metodologie relazionali nonviolente, in particolare basate sulla strategia “win-win”, ovvero di mutuo beneficio, destinata ad offrire un contributo alla costruzione positiva del gruppo.
24 Maggio: giornata internazionale delle donne per la pace: Il contributo delle donne (da Lisa Schicht a Pat Paathfort, passando per Rigoberta Menchu) alla pace è ricchissimo e fondamentale. Il tema della risoluzione pacifica del conflitto, a sua volta, presenta ai partecipanti strumenti utili per il mantenimento della pace nelle loro vite personali e li rende consapevoli del processo di pace a livello nazionale ed internazionale. In questo laboratorio i giovani e le giovani imparano gli elementi del processo di soluzione del conflitto e praticano tecniche sociali di interazione e di soluzione dei problemi. I conflitti fanno parte delle nostre vite quotidiane e non possono essere evitati. Quando però li guardiamo sotto una luce positiva possiamo esaminarne lo status quo ed impegnarci nella ricerca di una soluzione creativa. Le situazioni conflittuali possono essere usate per crescere personalmente e diventare più riflessivi; in altre parole, è possibile, per usare la terminologia di Johan Galtung, “trascendere” il conflitto, vale a dire spostarne lo svolgimento su un piano “altro”, diversamente produttivo. Inoltre, le situazioni conflittuali gestite in modo creativo possono produrre un cambiamento effettivo personale, organizzativo e sociale. I giovani che esaminano le situazioni di conflitto per una migliore comprensione e che praticano le tecniche di soluzione sono, almeno potenzialmente, preparati per diventare costruttori di pace. Gli esperti di soluzioni dei conflitti hanno individuato molte tecniche per facilitare soluzioni senza generare ulteriori problemi, come cooperare nel lavoro, sviluppare buone tecniche di comunicazione, imparare ad esprimere i propri sentimenti in modo costruttivo, usando tolleranza nelle diversità.

Inoltre:

una [1] riflessione, opportunamente anticipata rispetto alla scadenza ufficiale, intorno al tema dei rifugiati e dei richiedenti asilo, traendo spunto dalla ricorrenza del 20 giugno: giornata mondiale del rifugiato


una [1] data dedicata alle “guerre dimenticate”
una [1] data dedicata al tema dell’apartheid
una [1] data dedicata al tema del “lavoro minorile”
una [1] data dedicata al tema “mafia/mafie”

Descrizione sintetica

N. Moduli:
Sei [6] Moduli


Denominazione Moduli:
Modulo 1: Pace e Nonviolenza
Modulo 2: Legalità e Giustizia
Modulo 3: Culture e Convivenza
Modulo 4: Libertà e Diritti
Modulo 5: Ambiente e Scienze
+ Modulo Iniziale [cross-cutting]: Volontariato
+ Modulo Finale [main-streaming]: Diritti Umani [DUDU]


Descrizione Attività
Attività mirate alternativamente ad approfondire tematiche inerenti i singoli moduli, conoscere figure ed eventi fondamentali nell’evoluzione della nozione odierna di pace, solidarietà e diritti, introdurre al pensiero e alla pratica della nonviolenza, sia in forma di discussione/approfondimento, sia mediante specifica applicazione laboratoriale e con metodologie didattiche innovative/alternative.


Destinatari Previsti
Studenti interni (esterni/fuoriusciti)
Soggetti con disabilità
Genitori/Adulti
Fasce deboli (marginalità; disagio; dipendenze; abbandono/evasione/dispersione scolastica)


Obiettivi Mirati
Integrazione Curriculum scolastico
Acquisizione Competenze nuove/alternative
Sensibilizzazione Coscienza civica/solidale

Criterio
Il criterio fondamentale che retro-agisce la scelta del “calendario di pace” per una proposta didattica mirante all’approfondimento della tematica di “tutti i diritti umani per tutti” è quello di ampliare la conoscenza dei giovani fruitori ad una gamma di temi-chiave che non sempre fanno parte dell’ordinaria programmazione didattica e che tipicamente sfuggono alla consueta produzione culturale.

Sulla base di questo criterio-guida è stato possibile far discendere una serie di altri criteri di complemento che hanno permesso di rendere meno arbitraria la selezione delle date e dei temi proposti ed anche di rafforzare il profilo di unitarietà e di completezza della proposta medesima, che il raggruppamento delle singole attività per moduli può rendere con maggiore evidenza. Tali moduli didattici, a loro volta, permettono di istituire le giuste connessioni ed articolazioni, provando a intrecciare il tema della pace con quello della giustizia, sulla base del ben noto presupposto per cui “non c’è pace senza giustizia” e non è possibile intendere la pace semplicemente come assenza del conflitto bensì essa va intesa come una costruzione sociale articolata e complessa, in cui i diversi aspetti del senso civico, del volontariato, della nonviolenza, della solidarietà e della legalità devono necessariamente essere ri-compresi, senza "soluzione di continuità". I sei moduli e, al loro interno, l’articolazione didattica proposta, puntano quindi a individuare i vari “campi della pace" e permettono di istituire quei collegamenti che rendono più articolato e maturo il percorso didattico, aprendolo anche a soluzioni inter- e trans- disciplinari e a contaminazioni con il dibattito pubblico e le sollecitazioni specifiche provenienti dal territorio e dagli altri percorsi di vita che i giovani fruitori avranno saputo fare propri, permettendo, di conseguenza, di superare barriere ed incomunicabilità tra il mondo della scuola e le dinamiche sociali e civili proprie del contesto territoriale.

Derivano da questo anche gli altri criteri di complemento che hanno determinato l’approntamento delle tematiche e, di conseguenza, la selezione delle date: completezza (selezione di date che consentano di trattare tutte le tematiche-pace fondamentali evitando tuttavia ripetizioni); innovazione (predisponendo un percorso che sappia trattare del tema pace in modo olistico e dei diritti umani come campo di applicazione universale, affrontando anche tematiche di stretta attualità e di rigorosa attinenza con il discorso del rafforzamento della sensibilità umanitaria e del senso civico, come nel caso delle tematiche della “mafia/mafie”, della “schiavitù” e del “lavoro minorile”, della “lingua madre e della diversità culturale”, della “convivenza culturale” e dello “scontro di civiltà”, del “terrore e del terrorismo” e del moderno contributo che le scienze e le tecnologie possono offrire al discorso umanitario e al lavoro di pace); e fattibilità (per es. importanti le giornate dell’acqua, dell’ambiente e della povertà perché consentono di trattare tematiche-pace fondamentali sebbene ancora non pienamente riconosciute come tali, provando anche a ragionare, con i giovani fruitori, del nesso tra sfruttamento delle risorse, modelli di sviluppo energivori, cambiamenti climatici, accesso ai servizi e moltiplicazione degli scenari di guerra; ed utile anche valutare la collocazione nel calendario scolastico, visto che il periodo didatticamente utile è quello intercorrente tra ottobre e maggio, con l’esclusione della seconda metà di dicembre e della prima metà di gennaio, vista la concomitanza con la pausa natalizia).

Questa concomitanza di criteri spiega quindi sia il merito della scelta tematica effettuata, sia la sua articolazione in 31 date-occasioni di approfondimento opportunamente collocate all’interno del calendario didattico, ciò giustificando, in definitiva, anche il titolo della proposta quale “Calendario di Pace: Tutti i Diritti Umani per Tutti”.

Sulla scorta dell’orientamento metodologico previsto, del criterio guida scelto e degli altri criteri di complemento adottati, la proposta didattica di questo “calendario di pace” intende recepire e fare propri i seguenti punti di vista, per il loro contributo specifico, sa per la loro forte vocazione didattica: il punto di vista di genere come contributo attivo (in particolare come contributo di genere al tema-pace, da cui, ad esempio, la scelta della data del 24 maggio); il punto di vista strutturale (in particolare attraverso il nesso acqua e risorse, beni fondamentali e accesso universale, economia e guerra, e quindi la scelta di date come il 22 marzo); infine: il punto di vista scientifico con il fondamentale nesso scienza-pace (in particolare, il 9 novembre) ancora “esclusivo” eppure fondamentale, soprattutto per il suo forte contenuto didattico e culturale generale; alla stessa valenza culturale generale (oltre che per la focalizzazione sui conflitti dell’attualità e le cosiddette “nuove guerre”, altro elemento cruciale) risponde pure il 21 febbraio.

Una collocazione specifica nel calendario proposto hanno poi le date del 5 dicembre e del 12 dicembre, dedicate al volontariato e ai diritti umani, in quanto rispettivamente argomenti di apertura e di chiusura dell’iter didattico qui proposto per la loro forte valenza civica e culturale, anche in considerazione della ricorrenza nel 2008 del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.


Metodologia
La metodologia adottata è quella di “spazio aperto” (Open Space) e l’iter di facilitazione / apprendimento quello a passaggi (step) successivi denominato “Scala S”. Per quanto originali ed innovativi, tali ipotesi metodologiche possono avvalersi di una consolidata storia e di una ricca letteratura che ne testimonia, in particolare, la fruibilità e il successo e che li rendono quindi particolarmente adeguati al tipo di percorso qui proposto. L’approccio di “spazio aperto” consiste nel rendere i partecipanti liberi di proporre, discutere ed approfondire gli argomenti dando al facilitatore (coordinatore dei momenti didattici) un ruolo non invasivo di organizzazione dei contenuti. Ciascuna data-approfondimento avrà cadenza settimanale e sarà sviluppata in tre fasi, corrispondenti ai tre giorni di applicazione settimanale previsti dal programma, secondo la seguente articolazione: nella prima parte si discute in maniera informale per conoscere i diversi punti di vista; nella seconda parte si discute approfonditamente del tema in questione; nella terza parte si porta a maturazione un orientamento all’interno del gruppo-classe.
Il metodo di lavoro è libero, e si basa su quattro "principi" ed una "legge". I quattro principi sono: a) Chiunque venga, è la persona giusta: i fruitori presenti sono quelli effettivamente interessati o che effettivamente hanno potuto partecipare, quindi conviene sempre concentrarsi sui presenti, sulle loro istanze e i loro bisogni, e metterli in condizione di offrire il meglio di sé; b) Qualsiasi cosa accada è l’unica che poteva accadere: in una particolare situazione, con determinate persone, discutendo di un certo tema, il risultato che si ottiene è l’unico risultato possibile ed è quello che va accolto e valorizzato; c) In qualsiasi momento cominci, è il momento giusto: dovranno esserci un inizio ed una fine (previste tre ore per ciascuna giornata di applicazione) ma i processi di apprendimento creativo nel gruppo-classe potranno essere flessibili; decidere ad esempio di fare una pausa ad un certo orario può essere utile, ma può anche impedire ad un dialogo di svilupparsi, perdendo così idee preziose; d) Quando è finita è finita; se certe volte serve più tempo di quello previsto, altre volte accade il contrario. Se ad esempio si hanno a disposizione più ore per trattare un certo argomento, ma la discussione si esaurisce più velocemente del previsto, è inutile continuare a ripetersi, molto meglio dedicare il nostro tempo ad ulteriori sviluppi ed approfondimenti.

L’unica legge che regola l’Open Space è la legge dei due piedi e presuppone una possibilità, prevista dall’impianto metodologico, che dovrà essere, di volta in volta, sottoposta a verifica, quella cioè di sviluppare l’approfondimento non solo in grande gruppo ma anche in gruppi di lavoro più piccoli, secondo le esigenze e le circostanze.
Allora, sarà bene ricordarsi che tutti hanno due piedi e devono essere pronti ad usarli. Se una persona si trova a conversare di un argomento e non ritiene di essere utile o interessata, è molto meglio che si alzi e si sposti (su due piedi, per l'appunto) in un altro gruppo dove può essere più utile. Questo atteggiamento non va interpretato come una mancanza di educazione, ma come un modo per migliorare la qualità del lavoro. Esiste tuttavia un corollario alla legge dei due piedi, quella de “l’ape e il fiore”: può infatti accadere che “l’ape”, spinta dalla curiosità di seguire i temi trattati anche negli altri gruppi di lavoro, possa spostarsi di gruppo in gruppo, assorbendo spunti diversi e offrendo ai vari gruppi un contributo meno sistematico ma magari articolato e variegato, mentre “il fiore”, una volta scelto il proprio gruppo, vi si inserisce in modo stabile, segue con interesse lo sviluppo del tema trattato e fornisce un contributo magari meno “contaminato” ma più approfondito.

Alla fine, comunque, tutti saranno chiamati a contribuire alla stesura dei report del/dei gruppi in cui sono entrati (quindi nessuno deve ritenersi escluso dalle dinamiche di gruppo in cui si è inserito, anche se per breve tempo) e alla fine si procederà alla stesura di un instant report, che rappresenta il report finale riassuntivo e vale anche come oggetto di verifica e di sedimentazione. Questo significa che alla fine di ogni settimana si avrà un report specifico relativo al particolare tema-pace approfondito in quella sessione e alla fine dell’intero percorso si avrà un report complessivo finale, che sarà opera dei ragazzi e che, in relazione al tema dei diritti umani, permetterà loro di avere un quadro complessivo del panorama umanitario e di pace e di fare opportuni raffronti con l’articolato medesimo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, pietra miliare dell’impegno di pace e del diritto umanitario e dei diritti umani. Saranno inoltre somministrati ai ragazzi due questionari sintetici semi-strutturati: il primo intermedio, a metà percorso, per una valutazione e una verifica di medio termine, utile per focalizzare sui nuovi bisogni intanto emersi o per apportare le opportune correzioni al percorso sviluppato; il secondo finale, per una valutazione più complessiva del lavoro dei ragazzi e dei facilitatori, utile strumento di verifica nonché indicatore di valutazione.

Il ruolo del facilitatore riveste un’importanza sostanziale, non solo perché deve definire i tempi e gli spazi di discussione, ma soprattutto perché, grazie ad una acuta e discreta osservazione delle dinamiche di confronto del gruppo, deve moderare il confronto, per far giungere il gruppo ad un risultato apprezzabile perché condiviso da tutti. Il suo compito, dunque, non è quello di “condizionare” perché si arrivi ad un risultato “dato”, ma quello di accompagnare la discussione favorendo la massima partecipazione di ciascuno.

L’articolazione del percorso didattico del “Calendario di Pace: Tutti i Diritti Umani per Tutti” prevede un appuntamento introduttivo, dedicato alla reciproca conoscenza, all’esplorazione dei bisogni culturali e formativi dei giovani studenti (in quanto fruitori, destinatari e co-implementatori del percorso, secondo la impostazione partecipativa, aperta e flessibile di cui nell’impostazione sopra delineata) che occuperà le ultime due [2] settimane di settembre e che si svilupperà anche attraverso giochi di fiducia e giochi di conoscenza, in modo da istruire immediatamente un canale di relazione e di comunicazione all’interno del gruppo e tra il gruppo i facilitatori e coordinatori del progetto, ma anche al fine di esplorare, con attenzione e discrezione allo stesso tempo, le dinamiche interne al gruppo-classe, eventuali fratture e difficoltà, punti di frizione o punti di aggregazione particolari, in modo da garantire pari condizioni di accesso e fruibilità al percorso.

Il primo appuntamento “operativo” sarà dedicato al tema del volontariato e sarà quindi anticipato rispetto alla sua cadenza naturale prevista dal calendario (5 dicembre) in modo da mettere immediatamente i giovani fruitori alle prese con un tema chiave per i percorsi di pace e per l’impegno umanitario, oltre che con una modalità di azione nel reale dalla forte valenza relazionale, solidaristica e civica. Il tema del volontariato sarà quindi affrontato sia dal punto di vista contenutistico, sia dal punto di vista storico, indagando cioè non solo le condotte proprie dell’azione volontaria e gli innumerevoli campi in cui il volontariato può costituire una risorsa preziosa per la società (soprattutto per le odierne “società complesse”) ma anche la sua evoluzione nel corso del tempo, il contributo che ha saputo offrire ai diversi campi dell’impegno civico, ai risultati che ha concorso a determinare, in particolare nei campi della pace, della solidarietà e dei diritti umani.
In coerenza con questo impianto, l’ultimo appuntamento (le ultime due [2] settimane di maggio), anch’esso dislocato rispetto alla sua scadenza originale del 10 dicembre, è quello dedicato al tema dei diritti umani, con un approfondimento dedicato al sessantesimo anniversario (2008) della promulgazione della Dichiarazione Internazionale dei Diritti Umani e che metterà i giovani a confronto con l’ampia platea dei diritti umani la cui valorizzazione è condizione necessaria e fondamentale, per quanto non sufficiente o esaustiva, a tutelare la pace e a garantire la trasformazione dei conflitti con mezzi pacifici. I giovani potranno inoltre mettere a confronto i diversi instant report che avranno intanto elaborato nel corso dei singoli approfondimenti tematici con l’articolato della dichiarazione e, a loro volta, produrre un report finale con indicazioni, suggerimenti e proposte per far sì che il tema dei diritti umani entri sempre più prepotentemente nelle vite quotidiane di ciascuno di noi, in tutti i campi del nostro impegno e della nostra vita.
I restanti 29 appuntamenti si svilupperanno secondo le indicazioni fornite nella proposta e a loro volta vedranno al loro interno l’alternarsi di modalità di articolazione diverse, connesse dalla finalità di evitare il modello tradizionale frontale della lezione “one-to-one” e di predisporre viceversa modalità alternative di confronto e di apprendimento, in particolare attraverso giochi di ruolo, simulazioni, proiezioni audio-video coerenti con le tematiche-pace di volta in volta affrontate. Ciascun appuntamento prevedrà un approfondimento graduale che guidi i fruitori, passo dopo passo, a un livello di fiducia, apertura e analisi sempre maggiore, attraverso i vari step della cosiddetta Scala S, ipotesi di apprendimento articolata nei seguenti momenti: silenzio, osservazione, espressione, discussione, comprensione, empatia, azione. Silenzio: può essere considerata la fase di partenza dell’apprendimento, è il momento dell’incontro in cui, non sapendo ancora esattamente di cosa si andrà a discutere, ci domandiamo cosa impareremo. Osservazione: il facilitatore propone dati, avvenimenti o indicazioni utili ad evidenziare la necessità di analizzare il tema in discussione; i partecipanti del gruppo osservano quanto proposto e valutano le modalità della loro attivazione soggettiva. Espressione: Dopo aver raccolto gli stimoli del facilitatore, i partecipanti avvertono la necessità di esprimere loro opinioni, domande ed esperienze in proposito; in questa fase il facilitatore può verificare il grado di interesse per il tema dell’incontro-riunione dei partecipanti e adeguare le modalità del proprio contributo. Discussione: E’ inevitabile che dall’espressione di più persone sorgano i primi cenni di dibattito. I fruitori scambiano informazioni, opinioni, suggerimenti; tale dibattito mette spesso in evidenza la necessità di scomporre ed approfondire alcuni aspetti del tema analizzato e rende cosciente il gruppo della non conoscenza approfondita dell’argomento. Comprensione: Vengono fornite al gruppo informazioni circa le peculiarità, i processi, gli sviluppi inerenti il tema trattato, fornendo a ciascuno la possibilità di scomporre un problema negli elementi basilari che lo compongono, ovvero di poter ricomporre i termini della questione in modo creativo. Empatia: E’ il momento in cui, grazie a simulazioni, giochi di ruolo, tecniche di ascolto partecipato il gruppo sperimenta le problematiche d’applicazione del tema proposto, rafforzando la relazione, la comunicazione e la capacità di ascolto all’interno del gruppo. Azione: Alla fine, ogni partecipante può modificare le azioni connesse al tema trattato o intraprenderne di nuove, eventualmente dando il via a progetti che il percorso formativo gli ha suggerito e preparandosi ai successivi.


Valutazione
Il Consiglio europeo di Lisbona del 2000 ha aggiornato la Strategia Europea per l’Occupazione (SEO) mediante l'adozione dell'obiettivo della piena occupazione, la fissazione di obiettivi intermedi in materia di occupazione e l'inserimento della strategia in un contesto più vasto di coordinamento delle politiche. In quest’ambito, tale strategia ha permesso di individuare anche delle specifiche strategie e specifici criteri di valutazione dei progetti, in particolare quelli inerenti l’istruzione e la formazione. Tra i pilastri della strategia di convergenza delle politiche nazionali verso gli obiettivi europei sono: 1. la definizione di nuove sfide comuni, quali l'apprendimento permanente e, al suo interno, la capacità di convergenza e di inter-relazione tra i percorsi di istruzione e quelli di formazione e tra percorsi curriculare ed extra-curriculari; 2. l’occupabilità, concetto riferibile all'intero arco della vita: implicando, in particolare, la prevenzione dell'abbandono scolastico, un maggior accesso ad un mercato del lavoro solidale, e l'incentivazione dell'aggiornamento permanente delle proprie competenze. In entrambe le direzioni, il progetto di educazione alla pace “Calendario di Pace: Tutti i Diritti Umani per Tutti” intende rispondere all’altezza della sfida europea, proponendosi quale percorso didattico extra-curriculare dalla forte valenza inter- e trans- disciplinare e con una forte proiezione lungo le due direttrici poc’anzi individuate, rispettivamente della formazione civica e professionale, nonché della socializzazione dello spazio-scuola e, per questa via, della prevenzione dell’abbandono scolastico.

Una specifica attenzione è dedicata, in ambito SEO e, coerentemente con questo approccio, dalla proposta qui illustrata, alle strategie di apprendimento permanente come priorità essenziale. L'istruzione e la formazione vengono sempre più impiegate quali strumenti attivi e preventivi del mercato del lavoro, ai fini della promozione dell'occupabilità, dell'adattabilità e della competitività. Ciò ha contribuito al rafforzamento della tendenza positiva nel lungo periodo per quanto concerne la partecipazione ad attività di istruzione e formazione e per quanto attiene ai risultati formativi raggiunti. Un dato assai preoccupante resta comunque rappresentato dal fatto che alcuni elementi indicano un divario crescente nell'accesso alla formazione tra i soggetti scarsamente qualificati e quelli con un più elevato livello di istruzione. Tutti gli indicatori riconoscono l'importanza della formazione permanente quale fattore chiave nella promozione di una forza lavoro adattabile e competitiva e indicano l’orientamento privilegiato dei programmi formativi e la progettazione mirata in questa direzione. Il trasferimento del know how e delle conoscenze - di cui la formazione è solo una delle componenti, anche se la più importante - deve orientarsi, prima di tutto, verso lo sviluppo del potenziale esistente, che rappresenta la strada migliore per il futuro delle società che beneficiano dei programmi di cooperazione. In tal senso, la proposta qui illustrata si propone di dare continuità a questa indicazione non solo in termini di formazione permanente e di trasferimento partecipativo di know-how, ma anche in quello di sedimentazione di competenze e professionalità sul territorio e di un contributo fattivo offerto allo spazio scuola nell’ottica della sua valorizzazione e del suo aggiornamento anche attraverso contenuti didattici innovatici (mediazione, negoziazione, trasformazione dei conflitti, pensiero e pratica della nonviolenza, pace e diritti umani, ipotesi di solidarietà e vettori didattici e metodologici innovativi, dall’ “open space” alla “scala S”, dall’ascolto attivo/messaggio-io all’uso delle più avanzate tecnologie didattiche).

Ai fini della valutazione della proposta progettuale qui sviluppata, si fa ricorso a cinque generazioni di sistemi di valutazione, da intendere come principi-guida delle politiche di valutazione di processi e progetti, nell’ordine definiti come segue: 1. misurazione (misurazione dei risultati dall’esterno), 2. descrizione (descrizione dall’esterno di benefici e svantaggi del programma), 3. giudizio (giudizio di valutazione esterna), 4. interpretazione (parità tra gli attori e corretta interpretazione del processo), 5. capacitazione (amplificazione dei segnali significativi, tenendo vive le contraddizioni).


Nei criteri di sedimentazione e di trasferibilità restano quindi individuati ipotesi e criteri che consentono una strategia di valutazione del percorso proposto. In tal senso si individuano i seguenti criteri di valutazione:

capacità di attrattiva
quantificare e descrivere i flussi di studenti / partecipanti
valutare l’andamento dei flussi di studenti / partecipanti
valutare l’inserimento delle strutture in rete rispetto a percorsi analoghi o annualità precedenti
attività formative a contenuto scientifico adeguato agli standard
durata del percorso formativo (distribuzione percentuale sul totale corsi implementati)
contenuto del percorso: distribuzione percentuale dei cinque moduli didattici proposti sul totale dell’attività didattica erogata.

Trasferibilità
Quali ipotesi di trasferibilità dei risultati del progetto di educazione alla pace, nonviolenza, diritti umani “Calendario di Pace: Tutti i Diritti Umani per Tutti”, si individuano anzitutto i seguenti criteri.

Tra i criteri generali: 1. la trasferibilità dei risultati del progetto ad altri settori attraverso la raccolta di un’ampia gamma di esperienze relative alla tematica in oggetto: in questo senso il “Calendario di Pace” vuole essere una esperienza formativa in grado di fare tesoro non solo della migliore letteratura esistente sull’argomento, ma anche dalla migliore esperienza storica accumulata dall’associazionismo nonviolento nell’ambito della educazione alla pace nelle scuole, a partire anche dalle esperienze catalogate e raccolte dall’Archivio Pace della Regione Campania nonché dal background educativo e formativo accumulato dagli operatori di pace dell’Associazione “Operatori di Pace – Campania”; 2. la metodologia di applicazione prevede non solo l’adozione di un modello aperto, elastico e partecipativo, in grado di essere riproducibile e trasferibile, ma anche l’adozione di un sistema di buone prassi, a partire dalle esperienze più consolidate sull’argomento, capace di valorizzare le diverse specificità e di interpretare i bisogni sociali e formativi dei territori di destinazione, secondo quanto richiesto dal programma “Scuole Aperte”; infine: 3. il progetto si propone di incrementare la trasferibilità dei risultati indirizzando gli stessi e l’insieme del materiale informativo agli enti promotori e gestori dei percorsi formativi, favorendo le ricadute sul territorio e attivando specifici percorsi di comunicazione (a partire dalle pubblicazioni dedicate non solo sul sito internet dell’associazione “Operatori di Pace - Campania”, titolare del dominio operatoripacecampania.it) ma anche su quelli delle autonomie scolastiche coinvolte e dell’ente finanziatore).

Quale criterio specifico ai fini del consolidamento della trasferibilità dei risultati, si indica, in particolare, quello inerente alla realizzazione di materiali didattici e informativi. Risultato atteso delle attività didattiche programmate è, infatti, quello della produzione di una serie di “instant report” parziali, ad esito di ciascun approfondimento didattico, e di un “instant report” finale che, insieme alla gamma completa dei materiali prodotti, possa non solo rappresentare un oggetto di verifica e di trasferimento dei risultati, ma anche un materiale di pubblicazione attraverso cui concorrere alla diffusione e alla conoscenza del pacchetto formativo così sviluppato. Compatibilmente con le esigenze e i bisogni dei destinatari, si provvederà anche alla realizzazione, sulla base di questo materiale e insieme con la redazione di pagine internet dedicate, di un prodotto software (cd-rom interattivo), fruendo dell’expertise disponibile nell’ambito dell’Associazione “Operatori di Pace – Campania” e mettendo quindi a disposizione dell’utenza scolastica più complessivamente intesa l’elaborazione didattica maturata nell’ambito del progetto “Calendario di Pace”.
Dal punto di vista metodologico, ulteriore ipotesi di trasferibilità dei risultati del progetto è costituita dall’adozione di un approccio metodologico basato sull’analisi SWOT (Strenghts, Weaknesses, Opportunities e Threats). L’analisi SWOT è una metodologia per la valutazione di progetti e fenomeni, applicabile sia come elemento di garanzia qualitativo interno al progetto, sia come elemento di certificazione di qualità sul progetto. Esso consiste in un procedimento che consente di rendere sistematiche e fruibili le informazioni raccolte, contribuendo anche alla definizione di strategie di intervento nell’ambito in oggetto. L’analisi SWOT consiste di evidenziare punti di forza e di debolezza propri del progetto, al fine di fare emergere gli elementi che vengono ritenuti capaci di favorire il perseguimento di determinati obiettivi.

Il progetto “Calendario di Pace: Tutti i Diritti Umani per Tutti” ottempera inoltre anche ai seguente altri criteri di trasferibilità:

a.Il progetto agisce nel campo della comunicazione pubblica oggetto di interesse di soggetti sociali diversi, quali amministrazioni centrali e locali, formatori, organizzazioni della società civile;
b.Il progetto prevede attività trasferibili in quanto: valuta la consistenza delle tematiche main-streaming all’interno del progetto (pensiamo in particolare alle tematiche di forte valenza sociale, come quelle connesse con il tema della nonviolenza, della partecipazione e della legalità); prevede l’elaborazione di un pacchetto di diffusione (comunicazione) di carattere informativo e didattico, su supporto on line e cartaceo (basato sul lavoro di instant reporting, parziale e finale, da parte della platea dei beneficiari) per la diffusione dei contenuti implementati e per l’aggiornamento dei soggetti interessati;
c.Il progetto individua una serie di azioni riproducibile sia nella loro totalità, sia nella loro singolarità (con oggetti di verifica dei singoli approfondimenti formativi per temi-pace);
d.Il progetto attiva forme di cooperazione tra soggetti istituzionali e non, in cui l’elemento di rete rappresenta un elemento riproducibile anche in altre realtà locali, specialmente per le sue caratteristiche di capillarità. La creazione di rete e il rapporto territoriale costituisce un ripetitore di esperienze e diffusore di informazioni, che rafforza in particolare l’aspetto civico e sociale del percorso proposto.
e.I prodotti elaborati nel progetto (il pacchetto cartaceo ed, eventualmente, multimediale didattico e formativo) sono facilmente trasferibili attraverso l’utilizzazione delle tecnologie della comunicazione, l’implementazione nel sito internet dei partner e dell’ente finanziatore.


Pianificazione strategica
Coerentemente con l’obiettivo di realizzare un programma qualitativamente rilevante (certificazione di qualità, funzionale alla riproducibilità – trasferibilità dei risultati) il progetto segue un criterio di pianificazione basato sul ciclo PDCA (Plan – Do – Check – Act) o “spirale di Daming”, la quale rende leggibile lo schema concettuale seguito per rispondere all’esigenza di: logica, coerenza, efficacia, efficienza, pertinenza, fattibilità, sostenibilità. In particolare se si considera il rapporto costi-benefici e la relazione tra applicazione strategica e fruibilità didattica, risulta chiara la forte valenza strategica insita nell’impostazione metodologica e concettuale del progetto “Calendario di Pace: Tutti i Diritti Umani per Tutti”.

Il processo PDCA costituisce anche un’indispensabile guida per il controllo, nel senso del mantenimento del livello di prestazione di attività e del suo eventuale miglioramento. Nel dettaglio:
Pianificare: definire il problema, impostare il progetto; documentazione, analisi, progettazione
Realizzare: formazione, implementazione azioni individuate
Controllo: verifica risultato/confronto obiettivi
Codifica: standardizzazione, consolidamento, implementazione attraverso “best practices” e criteri di adeguamento.