Metodologia del Lavoro di Educazione, Formazione e Promozione Sociale:
"Spazio Aperto" e "Scala S"

Le persone che si uniscono in uno spazio aperto (Open Space) hanno il compito di "mettere al centro" idee, esperienze e proposte, in modo da condividerle con gli altri partecipanti e creare una sorta di “agenda” comune di cose da fare nella durata dell'“open space”.

Vi sono quattro principi:

1. focalizzare sulle persone coinvolte nel processo di apprendimento, di scambio e di trasformazione

2. focalizzare solo su cio' che succede "qui" ed "ora" e non su cio' che proviene dal passato o che puo' influenzare il futuro

3. focalizzare il miglior momento e il miglior punto di partenza perche' il momento in cui si comincia e' il momento migliore in cui iniziare

4. focalizzare sulle energie coinvolte in questo "miglior tempo" e "miglior spazio" al fine di sviluppare la migliore "agenda condivisa".

Questi quattro principi a loro volta si basano sulla cosiddetta "legge dei due piedi":

Trova la migliore collocazione per te a seconda della quota di responsabilita' che intendi assumere all'interno del processo di apprendimento, di condivisione e di trasformazione. Quindi: “spostati di posto in posto e di momento in momento al fine di disseminare conoscenza tra te e tutti gli altri, coinvolti con te nel processo” oppure “trova la tua collocazione all'interno dell'argomento che preferisci tra quelli proposti, in modo da svilupparlo in profondità”, cio' dipende da te, a seconda di come sei e del tuo personale senso di responsabilita'. Questo corrisponde al "tuo" modo di vedere e fare le cose.

La tecnologia sociale di “open space” consente a ciascuno di sentirsi libero di contribuire alla creazione di una agenda condivisa di cose da fare. Il primo passo consiste nel proporre (scrivendolo su una cartella, un foglio o un post-it) un'idea, una questione o un argomento che desideri discutere con gli altri; quindi nel presentare (spiegando "a parole tue" l'argomento a tutti gli altri) la questione per renderla chiara a tutti; infine si tratta di cercare e trovare un posto e un tempo per confrontarsi con tutte le persone che si sono dichiarate interessate al "tuo" argomento, che diventa cosi' l'argomento "condiviso" e la fonte per ulteriori idee, chiarimenti e trasformazioni.

In questa maniera, e' possibile rinvenire, fare emergere ed esplorare ulteriori argomenti collegati "a cascata", nell'ambito della sfera semantica della pace, dei diritti e della nonviolenza, che possono rivelarsi della massima importanza per l'azione di trasformazione positiva dei conflitti, specialmente nella prospettiva della costruzione di Corpi e Servizi Civili di Pace quali "equipe civili" di intervento rapido per la gestione positiva (costruttiva in quanto non-armata e nonviolenta) dei conflitti e delle controversie.

All'interno di questa cornice, una modalita' positiva per sviluppare la riflessione, l'approfondimento e la ricerca-azione in "cooperative learning" e' costituita dalla procedura detta Scala "S". Essa si articola in sette momenti.

Silenzio: Puo' essere considerata la fase di partenza dell'apprendimento o di una riunione o di un qualiasi processo di trasformazione. Quando arriviamo per la prima volta ad un corso o ad una riunione non sappiamo con esattezza il contenuto degli argomenti che saranno trattati, ne' quali rapporti potremo stabilire con i partecipanti.

In questa fase ci domandiamo cosa impareremo a questo corso o cosa progetteremo a questa riunione.

Osservazione : E' il momento in cui il formatore, il conduttore della riunione o il leader propongono dati, avvenimenti utili ad evidenziare la necessita' di analizzare un tema, un progetto o un argomento.

In tale fase i partecipanti del gruppo osservano quanto proposto e valutano la necessita' di investire il loro tempo nell'approfondire i temi suggeriti.

Espressione: Dopo aver raccolto gli stimoli ed i suggerimenti dal leader-conduttore, i partecipanti avvertono la necessita' di esprimere loro opinioni in proposito, fare domande, narrare esperienze precedenti in merito.

Questa fase rappresenta per il processo di apprendimento del gruppo il primo momento in cui il conduttore puo' verificare il grado di interesse per il tema dell'incontro-riunione dei partecipanti.

Discussione: E' inevitabile che dall'espressione di piu' persone insorgano i primi cenni di dibattito tra partecipanti. Gli appartenenti al gruppo, dunque, scambiano tra loro informazioni, opinioni, suggerimenti, rispondono alle domande degli altri partecipanti ove sia per loro possibile.

Il dibattito mette spesso in evidenza la necessita' di scomporre ed approfondire alcuni aspetti del tema analizzato e rende cosciente il gruppo della non conoscenza approfondita dell'argomento.

Comprensione: Vengono fornite al gruppo informazioni circa le peculiarita', i processi, gli sviluppi, le modalita' di azione inerenti il tema trattato.

In questo momento dell'apprendimento, ogni partecipante rielabora ed assorbe le informazioni utili per avere una conoscenza analitica degli elementi. Viene cosi' fornita ad ogni singolo sia la possibilita' di scomporre un problema negli elementi basilari che lo compongono, sia di poter ricomporre i termini della questione in modo creativo.

Empatia: E' il momento in cui, grazie a simulazioni, giochi di ruolo, tecniche di ascolto partecipato il gruppo sperimenta le problematiche di applicazione del tema proposto.

In questa fase molta importanza viene data all'impatto emozionale che il tema genera nei partecipanti.

Azione: In quest'ultima fase del processo di formazione-apprendimento, ogni partecipante ha posto attenzione alle dinamiche logiche e di contenuto (vedi fase della comprensione) ed alle dinamiche emozionali relative al ruolo (vedi fase dell'empatia).

Ogni singolo, dunque, puo' modificare le azioni connesse al tema trattato o intraprenderne di nuove. Puo' cioe' modificare una propria azione o dare il via a progetti che il percorso formativo gli ha suggerito diventando a sua volta, attraverso la metodologia della ricerca-azione, a sua volta protagonista del cambiamento.