Obiettivi
Obiettivo generale è quello di rafforzare la finalità del progetto “ComunicAzione di Pace”, per quanto riguarda l’arricchimento delle conoscenze dei destinatari nell’ambito dell’educazione inter-culturale, facendo proprio il percorso proposto dalla scuola ed in coerenza con quanto previsto dal bando “Scuole Aperte” circa: valorizzazione del luogo-scuola, apertura al territorio con riferimento ai destinatari non italiani, e costruzione di rete con esperienze di società civile.
Obiettivi specifici del progetto nei quali si inscrive la proposta di integrazione sono l’obiettivo 2 (favorire le relazioni inter-personali basate sulla conoscenza reciproca) e l’obiettivo 3 (utilizzare i percorsi della tecnologia informatica per integrare linguaggi e stabilire relazioni con appartenenti ad altre realtà culturali).
Modulo
La fase progettuale all’interno della quale si situa la proposta di integrazione è la fase 3: “Comunicare attraverso…”, consistente in un percorso di educazione inter-culturale, in quanto “fase creativa in cui, attraverso conoscenza e confronto di atti quotidiani si consentirà di avvicinare mondi, accorciando distanze apparentemente insormontabili”.
Azioni
Le azioni proposte sono le seguenti:
1.laboratorio comunicazione: approfondimento inter-culturale attraverso il tema della comunicazione, sia nel senso della molteplicità di linguaggi disponibili per favorire la comprensione, sia nel senso delle strutture figurative attraverso cui si veicolano immaginari di relazione/divisione. Tale laboratorio approfondirà 2 versanti della comunicazione: 1) le forme della comunicazione, in quanto articolata secondo linguaggi verbali non-verbali para-verbali, fruendo della programmazione neuro-linguistica e mostrando quale potente vettore di relazione rappresentino le funzioni comunicative altre (la musica, il gesto, il corpo); 2) i contenuti della comunicazione, vale a dire quali contenuti possono essere veicolati per la mutua comprensione (pensiamo all’eredita del patrimonio culturale che attraversa il Mediterraneo) e quali modelli, anche figurati, vengono invece strumentalizzati per alimentare il circuito della separazione (semantica del “muro”). Anche questo percorso sarà adattato alle esigenze dei destinatari e si avvarrà dell’esperienza degli operatori acquisita “sul campo”. Riferimento inter-culturale del laboratorio sarà quello del dialogo ebraico - musulmano, come luogo chiave dei conflitti del Mediterraneo e del cosiddetto “scontro di civiltà” e si rivolgerà a una platea prevista di 20 persone, di cui 10 esponenti di comunità straniere e 10 giovani. Prodotto di sedimentazione previsto: un cd-rom interattivo, basato sul laboratorio 3, sul percorso sui “muri” e sugli elaborati funzionali alla messa in scena finale.
2.laboratorio-fiaba: educazione inter-culturale attraverso la fiaba, in quanto vettore di raffigurazione simbolica di universi semantici, collegati al patrimonio culturale di contesto, ma anche veicolante un bagaglio universale di valori. Tale laboratorio si avvarrà dell’esperienza maturata, sia nell’educazione inter-culturale in Italia, sia nell’ambito di percorsi all’estero (esperienze effettuate a Cipro, Balcani, Africa, es. Eritrea e Burundi), dai formatori dell’Associazione e farà riferimento in particolare a 3 corpi testuali: fiabe africane, balcaniche e italiane, al fine di promuovere comprensione e integrazione. Il percorso sarà finalizzato ai bisogni formativi dei destinatari: per i/le bambini/e esso verterà sul linguaggio-fiaba con la possibilità di costruire una fiaba ex-novo, per i/le giovani esso ne approfondirà gli elementi strutturali (Propp). I bacini culturali italiani, balcanici, africani attraverseranno questo laboratorio, che avrà come argomento di base quello del dialogo afro - sudamericano, in quanto proposta di esplorazione di universi semantici mitici e simbolici; e si rivolgerà a max. 30 persone, sia italiani (bambini e anziani, anche nell’ottica della promozione del dialogo inter-generazionale) sia non-italiani (comunità migranti presenti sul territorio) Prodotto di sedimentazione sarà un capitolo dedicato alla fiaba nella sezione di modulo della pubblicazione finale.
3.laboratorio visuale [lettura dell’immagine] che, mettendo a disposizione una raccolta icono-grafica e cinematografica fruibile sia per i/le bambini/e sia per i/le giovani, possa stimolarne una riflessione sui temi della pace. Il patrimonio iconografico consiste in un foto-reportage da contesti di divisione nel Mediterraneo (Bosnia, Kosovo, Cipro, Palestina/Israele, Maghreb), quello cinematografico verte sulle proposte della filmografia, integrabili sulla base delle esigenze dei destinatari. Per la proposta iconica e filmica avanzata, tale laboratorio affronterà tutte le aree del dialogo inter-culturale, vale a dire: ebreo-musulmano (lab. comunicazione); afro-sudamericano (lab. fiaba) e quindi russo-armeno, sino-tibetano e indo-celtico (compatibilmente con i bisogni formativi espressi). Di conseguenza, tale laboratorio si rivolge a tutti i destinatari di progetto e costituirà il “cantiere” della mostra finale (con immagini, foto e didascalie costruite dai destinatari), attraverso 3 incontri-film e 2 incontri-icona, e che costituirà il presupposto della conferenza finale (per la quale l’Associazione individuerà un proprio “testimonial”).
Strumenti
Testi di riferimento:
1. Singer P.W.: “I signori delle mosche. L’uso dei bambini nei conflitti”.
Milano 2006
2. A. Pentini A.: “La mediazione interculturale. Da biografia a professione”.
Milano 2004
3. AA. VV.: “Emozioni in gioco. Attività per un’Educazione alle
Emozioni”. Torino 2005
4. Montesarchio – Martella: “99 Giochi…per la scuola, il teatro,
il gruppo”. Milano 2004
5. A. Belpiede: “Mediazione Culturale. Esperienze e percorsi formativi”.
Torino 2002
Filmografia:
1. “Il grido del cuore” (Burkina Faso);
2. “Un bacio appassionato”
(Gran Bretagna);
3. “Monson Wedding” (India); gli altri due essendo
incontri dedicati al foto-reportage.