Campi di Studio e di Lavoro sulle Terre di Don Giuseppe Diana
2009-2011


Scheda Progetto

Campi per Servizio Civile di Pace a Castelvolturno (SCPC)

Il progetto di Servizio Civile di Pace a Castelvolturno intende raccogliere la lunga elaborazione condotta in sinergia dalla Regione Campania (Assessorato Istruzione Formazione Lavoro, di cui all’attivazione dell’Archivio Pace e Diritti Umani e del Centro di Documentazione Contro la Camorra) e dall’Associazione proponente "Operatori di Pace - Campania" ONLUS degli operatori di pace formati con corsi regionali di formazione professionale FSE (annualità 2005), in merito ai Corpi/Servizi Civili di Pace e, in particolare, alla specializzazione del profilo professionale nei cosiddetti micro- e meso- conflitti, vale a dire i conflitti di prossimità a specifica rilevanza territoriale.

Tale elaborazione ha attraversato numerosi step di approfondimento, in cui si sono sempre meglio delineati profili di impegno e caratteristiche dell’intervento, tanto di natura istituzionale quanto di pertinenza della società civile, a partire dal progetto inter-regionale di Area Umanitaria per “Operatori di Pace e Mediatori Culturali” (capofila la provincia autonoma di Bolzano-Bozen), il Tavolo per Corpi Civili di Pace insediato presso il MAE ed il significativo lavoro svolto all’interno di assisi dedicate tra cui la “Giornata di Studio ed Iniziativa per Interventi e Corpi Civili di Pace” (Bolzano-Bozen, 2007) e il “Seminario Inter-regionale di Confronto di Esperienze tra Operatori di Pace” (Cagliari, 2008).

Questo percorso è stato ulteriormente corroborato dal lavoro delle reti dedicate di società civile, a partire dalla IPRI (Italian Peace Research Institute) – Rete CCP (Corpi Civili di Pace) e dal recente progetto (co-finanziato dal MAE) Info-EaS per “Interventi Civili di Pace” che ha visto l’Associazione proponente tra i promotori sia al tavolo di stesura della documentazione didattica sia al tavolo (nazionale e regionale) di implementazione, attraverso momenti di formazione nelle scuole ed istanze di sperimentazione didattica presso l’area-destinataria dell’intervento proposto, i.e. Castelvolturno, dove sono state condotte, peraltro, cinque missioni preliminari per la verifica di fattibilità.

Il contributo offerto dall’elaborazione di società civile, di cui la proposta progettuale intende costituire un punto di sedimentazione specifico, ha consentito di far vivere l’attivazione dell’Associazione proponente e, in particolare, della Regione Campania, nella prospettiva nazionale, al punto da configurare la proposta di un Intervento Civile di Pace a Castelvolturno quale oggetto di lavoro specifico di uno dei tavoli nazionali insediati all’interno del project-board Info-EaS (l’altro essendo dedicato alla sperimentazione di pace all’estero).

Il progetto SCPC (Servizio Civile di Pace a Castelvolturno) è prodotto di questa duplice elaborazione: l’attivazione istituzionale della Regione Campania e l’elaborazione sviluppata dall’Associazione proponente nei tavoli dedicati, non ultimo il tavolo regionale Info-EaS entro il quale tale proposta è stata condivisa nelle sue ipotesi di implementazione. Il tutto, al fine di “incrociare i percorsi” e “consolidare i risultati”, valorizzando tale itinerario di “buone pratiche”.

È propria di questo progetto,sia nella sua impostazione strategica, sia nel suo itinerario di implementazione, la funzionalità dell’azione civile di pace nell’ottica dell’inibizione della violenza, del contrasto all’attività mafiosa e criminale, della promozione di relazioni sociali equilibrate, della valorizzazione della presenza immigrata (in un territorio attraversato da fenomeni di criminalità, violenza ed intolleranza, quale Castelvolturno) e della promozione della società inter-culturale, in linea con le indicazioni fatte proprie dalla Regione Campania.

Il campo per Servizio Civile di Pace a Castelvolturno si sviluppa pertanto come campo di lavoro e formazione con lo scopo di dare continuità al percorso realizzato nelle scuole secondarie di secondo grado, prolungando la formazione per la trasformazione nonviolenta dei conflitti, attraverso attività giornaliere che alterneranno lavoro manuale con laboratori, incontri, dibattiti, attività musicali. Il campo è un momento di condivisione capace di stimolare una maggiore curiosità per i Corpi Civili di Pace in soggetti che hanno già maturato un orientamento in tal senso. Esso ha già registrato tre edizioni: la prima nel Giugno 2009 con i giovani dei Licei "Pansini" e "Genovesi" di Napoli e il Liceo e l'ISIS di Castelvolturno; la seconda nel Maggio 2010 con i giovani del Liceo "Calamandrei" di Napoli; la terza in programma nel Settembre 2011 con i giovani del Liceo "Virgilio" di Pozzuoli.

Le azioni previste nel corso di implementazione si ispirano al connotato di FormAzione che ispira il campo in quanto "volontario" e "formativo", capace di porre i partecipanti nelle condizioni di realizzare un’esperienza auto-formativa di carattere civico e solidale, ispirata al principio del lavoro volontario per la valorizzazione di un bene pubblico a destinazione sociale, di particolare rilievo per il suo carattere di proprietà confiscata, e di sviluppare un’esperienza pre-professionalizzante, soprattutto in relazione alla facilitazione di processi di comunità.

La metodologia è quella della ricerca-azione, capace di promuovere istanze di comunicazione, contenuti formativi e pratiche di ricerca, a spiccata connotazione pratico-operativa ed immediata potenzialità alla ricaduta in termini di azione e intervento, come anche nell’ispirazione metodologico - formativa del progetto “Interventi Civili di Pace”. La metodologia applicativa si ispira, per le sessioni mattutine di valorizzazione del bene confiscato, al lavoro cooperativo, di carattere volontario e solidario, e, per le sessioni pomeridiane di formazione attiva, alla educazione non-formale, in relazione alle aree della “peer-education” (formazione e auto-formazione tra pari) e del “learning by doing” (apprendimento esperienziale).

Tale metodologia consente una sperimentazione inter-disciplinare tra le aree di lettere (narrazione), storia (criminalità) e diritto (confisca); all’interno di queste, vengono sviluppati tre laboratori, uno per ciascuna sessione di applicazione, legati rispettivamente ai seguenti temi: a) cittadinanza attiva e legalità democratica in relazione alla tematica della confisca, del ripristino e del riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata; b) pace e diritti in relazione alle tematiche della promozione di processi/servizi sociali e della gestione creativa dei conflitti/controversie; c) solidarietà e intercultura, attraverso il lavoro su memoria e recupero, su lettura e scrittura, su testimonianza e narrazione.

Il campo è ospitato nella ex proprietà Zaza, bene confiscato alla camorra, dove nascerà la prima cooperativa sociale di “Terra e Libertà” nella Regione Campania. Uno spazio capace di accogliere i ragazzi e i tutor durante tutto il periodo. Il luogo simbolico è stato scelto per sensibilizzare i ragazzi al tema della legalità, della consapevolezza e dell'impegno civile nella lotta alle mafie.

Il campo è suddiviso in diversi momenti:

. la mattina in cui si svolgono le attività volontarie per il recupero del bene confiscato insieme agli operatori di Libera e delle associazioni locali; serve a riscoprire la bellezza del lavoro condiviso, ridando dignità al lavoro manuale;

. il pomeriggio in cui vengono organizzati momenti di formazione sui conflitti, sull’immigrazione e sulle attività dei CCP, ma anche sulla legalità, l'uso sociale dei beni confiscati, le mafie, attraverso laboratori, training, incontri;

. la sera rappresenta un momento di confronto tra i ragazzi e le comunità locali attraverso iniziative di animazione, culturali, musicali e di socialità, con lo scopo di alimentare ulteriori occasioni di socializzazione e di condivisione.